Imprese e ordini professionali criticano il piano casa

 “E’ stata più che altro un’abile mossa politica, che ha messo da parte quella necessaria impostazione tecnica che avrebbe consentito una reale ripresa del settore edile. L’augurio è che la norma possa recuperare gli opportuni correttivi che avevamo suggerito alla Commissione legislativa dell’Ars e che sono rimasti lettera morta”.

E’ il giudizio complessivo espresso oggi dall’Ance Sicilia e dagli ordini professionali siciliani, riuniti a Palermo dall’Associazione Liberi professionisti Architetti e ingegneri presieduta da Elio Caprì, per discutere del Piano casa regionale approvato a marzo e sul quale lo stesso Caprì ha scritto una Guida. Ferma la posizione critica dell’Ance Sicilia, espressa dal vicepresidente Santo Cutrone, secondo cui “con questo Piano casa si è persa l’occasione di creare un volano per l’economia dell’intera Isola”.

“L’attuazione del Piano Casa è tutta da verificare – ha commentato Sebastiano D’Andrea, presidente della commissione Edilizia e Urbanistica dell’Ance Sicilia – . Temo che si rivelerà ininfluente soprattutto per aziende strutturate come le nostre. In particolare, gli abbattimenti e le ricostruzioni, ma anche le riqualificazioni di vecchi edifici, sono assai limitati dai vincoli posti dalla norma, come l’impossibilità di modificare la destinazione d’uso, di delocalizzare in siti più idonei e compatibili con l’ambiente, oltre ai tanti limiti posti dai piani sovracomunali e paesaggistici”.

Elio Caprì ha riassunto le osservazioni poste dai rappresentanti delle associazioni e dei vari Ordini professionali: “Per applicare il Piano casa manca la definizione dei criteri di bioedilizia e di risparmio energetico per le progettazioni. E’ stato osservato da più parti che il testo deve chiarire se per le autorizzazioni va applicata la normativa regionale in materia urbanistica che è ferma alla legge 71 del 1978, oppure la legge nazionale del 2001 che prevede la Dichiarazione d’inizio attività al posto della concessione. Inoltre, bisogna attendere la fine di luglio, termine entro il quale i singoli Consigli comunali dovranno approvare l’individuazione e la perimetrazione delle aree di intervento”.

Al termine dell’incontro, Salvatore Falzone, capo di gabinetto dell’assessore regionale alle Infrastrutture Luigi Gentile, ha annunciato che entro il termine del 25 giugno l’assessore emanerà il decreto sui criteri della bioedilizia. E ha lasciato intendere che le osservazioni e le richieste di modifica avanzate oggi dall’Ance Sicilia e dagli ordini professionali saranno analizzate dal governo regionale anche per valutare l’opportunità di un’eventuale futura modifica del Piano casa.

Autore: Economia Sicilia

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