Birra Triscele non si dismette

Nessun progetto di dismissione per la “Triscele” di Messina. Dopo aver conquistato in meno di due anni i mercati di Stati Uniti, Australia, Svezia e Giappone ed essere riuscita ad produrre ed imbottigliare la birra anche per conto di tre gruppi della grande distribuzione (Sigma, Agorà Network e Horecare) la famiglia Faranda, fondatrice dello stabilimento storico della Birra Messina nel 1923 venduto nel 1988 all’Heineken Italia e poi ricomprato alla fine del 2007, ribadisce di non avere alcuna intenzione di cambiare i suoi progetti. “La sentenza del Tar che rende edificabile l’area su cui sorgono gli attuali stabilimenti non interferisce e non cambia i nostri piani spiega Francesco Faranda, amministratore delegato della Triscele. Con i nostri marchi “Birra del Sole” (anche nella variante cruda che vendiamo a bar, ristoranti, pub e pizzerie) e “Patruni e sutta” quest’anno toccheremo i centomila ettolitri di produzione. Siamo l’unico birrificio industriale in Sicilia e abbiamo l’obiettivo di rafforzare la nostra presenza non solo qui nell’Isola ma anche all’estero, oltre a diventare partner come produttore di birra a marchio della Grande Distribuzione Organizzata”. A confermare le parole di Faranda, sono soprattutto gli investimenti fatti da quando la “Triscele” ha rilevato lo stabilimento e la creazione della sala cottura. Il luogo dove si produce la birra che l’Heineken aveva smantellato all’inizio degli anni Novanta declassando Messina e limitando l’attività al solo imbottigliamento. “Con questo nuovo impianto il ciclo di produzione è completo –aggiunge Faranda. Compriamo le materie prime e realizziamo la birra nel nostro stabilimento dove si arriva sino alla fase finale: l’imbottigliamento. Tutto questo, se avessimo avuto intenzioni diverse non sarebbe mai stato realizzato”.

 

Autore: Elisabetta Raffa

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