Ente porto e autorità portuale è braccio di ferro continuo

Il braccio di ferro tra l’Autorità Portuale di Messina e l’Ente Porto continua a paralizzare ogni ipotesi di sviluppo, a partire dall’applicazione del Piano regolatore Portuale. Oggetto del contendere è la competenza su alcune aree, che entrambi gli enti rivendicano: la stazione di degassifica, il bacino di carenaggio e gli spazi destinati nel 1951 all’istituzione di un Punto Franco mai attivato fino ad oggi. Le ultime sentenze del Consiglio di Giustizia Amministrativa, che tra l’incredulità generale ha dato ragione all’Ente Porto (soppresso dalla Regione l’anno scorso e poi inspiegabilmente resuscitato) in merito alla titolarità delle aree contese, ha riproposto con forza l’urgenza di risolvere il problema. A richiamare all’ordine Comune, Provincia e l’intera città è Enzo Garofalo, ex presidente dell’Autorità Portuale e componente della Commissione Trasporti della Camera. Di recente Garofalo aveva presentato un emendamento proprio per definire una volta per tutte la titolarità delle aree, che devono essere di competenza dell’Autorità Portuale. La modifica al D.L. 40 (quello sugli incentivi) insieme a molte altre, non è passata, ma il deputato è pronto a ripresentarla alla prima occasione utile. “E’ inutile perdere altro tempo -dichiara Garofalo. Senza scendere nel merito, voglio ricordare che l’Autorità Portuale è una struttura attiva che investe milioni di euro ogni anno per incrementare le attività portuali e per migliorare le aree di sua competenza. Adesso mi aspetto che non solo il Comune e la Provincia Regionale, ma anche tutta la città, si mobilitino per difendere un ente importante, che sin dall’attivazione ha dimostrato di essere fondamentale per lo sviluppo economico del nostro territorio”. Istituita nel 1994, l’Autorità Portuale di Messina ha dato vita ad un percorso di progettazione e di investimenti che hanno dato nuova linfa al comparto marittimo messinese, che alla fine degli anni Ottanta aveva iniziato la propria fase discendente. Grazie alle attività dell’ente, ogni anno si intercettano decine di milioni di investimenti destinati, tra l’altro, anche all’ampliamento dell’approdo di Tremestieri.

Autore: Elisabetta Raffa

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