Dissesto idrogeologico, ordine ingegneri Messina lancia allarme per ritarti

Mancano pochi mesi all’inizio dell’autunno, la stagione più piovosa dell’anno, ma la Regione non ha ancora firmato il protocollo d’intesa con la Consulta Regionale degli Ingegneri per la tutela e la messa in sicurezza del territorio. Il ricordo dell’alluvione dell’1 ottobre scorso e della tragedia che ha sconvolto e devastato Giampilieri e Scaletta e soprattutto delle devastazioni subite poco dopo nella zona dei Nebrodi a causa della fragilità del territorio è ancora vivo nella memoria. L’Ordine degli Ingegneri di Messina punta il dito contro gli enti che dovrebbero provvedere per tempo a prevenire il dissesto idrogeologico ed il presidente Santi Trovato chiama in causa il presidente della Regione Lombardo, che è il Commissario delegato per l’emergenza Nebrodi, i deputati messinesi regionali e nazionali ed i sindaci dell’intera provincia per chiedere iniziative concrete senza ulteriori perdite di tempo. A dare man forte all’appello del presidente Trovato anche il Consiglio dell’Ordine, che durante l’ultima seduta ha messo nero su bianco la propria “ forte preoccupazione di fronte ad una situazione di sostanziale immobilismo degli enti preposti. Infatti, dopo una prima fase di mobilitazione istituzionale che ha portato i mass media a puntare i fari dell’attenzione sulle vicende delle popolazioni fortemente segnate dagli eventi calamitosi dell’autunno e dell’inverno scorsi, non si hanno, ad oggi, notizie circa l’attività di messa in sicurezza dei territori dissestati”. Il problema del dissesto idrogeologico del territorio con le sue devastanti conseguenze è stato seguito con molta attenzione dall’Ordine dell’Ingegneri, il cui nuovo Consiglio si era insediato proprio poche settimane prima della tragedia di Giampilieri. Immediatamente attivo sia dopo l’alluvione che successivamente alle frane che si sono verificate nel comune di San Fratello sui Nebrodi, l’Ordine ha messo a disposizione un nutrito team di professionisti che hanno monitorato con attenzione le zone a rischio della provincia. “Abbiamo messo in campo le nostre migliori professionalità -puntualizza Trovato- ma non abbiamo registrato le  iniziative concrete necessarie per mitigare il rischio per i mesi seguenti. Il breve spazio di tempo che ci separa dal prossimo autunno non consente ulteriori rinvii per attivare gli interventi urgentissimi di messa in sicurezza del territorio disastrato. Siamo davvero preoccupati per lo stato di instabilità in cui si trovano la zona dei Nebrodi e la fascia collinare messinese e jonica. Siamo a disposizione, fatto questo dimostrato anche dalla presenza sui luoghi a rischio del Presidente del Consiglio Nazionale Ingegneri Gianni Rolando e del Presidente della Consulta Regionale Ingegneri Gaetano Fede, per ogni attività utile a scongiurare il rischio di altri disastri -conclude Trovato- ma ci aspettiamo risposte concrete e soprattutto immediate da chi ha la responsabilità di gestire la messa in sicurezza del territorio, a partire dal presidente Lombardo”.

Autore: Elisabetta Raffa

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