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Uil-Feneal: Catania “ricorda” il triste anniversario degli Stati generali dell’Edilizia italiana

14 maggio 2010 

“A un anno dagli Stati generali dell’Edilizia italiana, le proposte concrete di tutte le parti sociali per il rilancio del settore sono rimaste inascoltate dalle istituzioni politiche, a tutti i livelli. Tanta insensibilità è già costata in questi dodici mesi 250 mila posti di lavoro, di cui almeno 2 mila 500 nel nostro territorio. Insomma, Catania in queste ore si trova costretta a ricordare il triste anniversario di quegli Stati generali”.

Questa la denuncia di Angelo Mattone, segretario provinciale Uil, e di Francesco De Martino, segretario provinciale della Feneal, l’organizzazione Uil del comparto edile. De Martino e Mattone aggiungono: “Temiamo effetti devastanti per i livelli occupazionali nel nostro territorio, ben oltre quelli registrati nell’ultimo anno. A questo stato di incalzante crisi in edilizia stanno contribuendo significativamente l’inutile attesa, ormai ultradecennale, del Piano regolatore a Catania e i mancati effetti del Piano Casa in Sicilia, tardivamente approvato e, poi, caduto nel vuoto anche perché molti avevano già provveduto da sè, spesso abusivamente, a realizzare i lavori consentiti in quel provvedimento legislativo”.

“Riteniamo particolarmente doveroso da Catania – continuano Mattone e De Martino – alzare la voce in difesa dei lavoratori edilizi. Qui, peraltro, s’è tenuto non a caso dal 27 al 29 gennaio il congresso nazionale della Feneal con la partecipazione dello stesso segretario nazionale della Uil Luigi Angeletti. Un riconoscimento del rilievo strategico del comparto edile catanese, che vanta eccellenti professionalità e numeri di assoluta importanza per l’economia siciliana e meridionale ma è oggi segnato da un cedimento preoccupante con un decremento di circa il 15 per cento della manodopera attiva nel 2009 e un calo di circa il 20 per cento del monte salario nello stesso periodo”. “La Uil – concludono i segretari Uil e Feneal – sollecita concertazione per progetti, ribadendo a tutte le parti istituzionali e sociali la proposta di intese su tempi, risorse e modalità ben definite che puntino alla modernizzazione di Catania, della Sicilia e del Paese”.

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