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Pumex, passa l’emendamento

14 maggio 2010  Elisabetta Raffa

Disco verde del Commissario dello Stato all’emendamento presentato per gli ex dipendenti della Pumex di Lipari. Previsti 400 mila euro da destinare all’amministrazione comunale dell’isola, che investirà questa somma per impiegare i 38 lavoratori eoliani nei musei e nei siti archeologici che rientrano nel territorio di sua competenza. L’emendamento è stato presentato dai 12 deputati messinesi eletti all’Assemblea Regionale Siciliana (Ardizzone, Beninati, Buzzanca, Corona, Currenti, De Luca, Formica, Laccoto, Panarello, Picciolo, Rinaldi e Romano) che durante la discussione sulla Legge Finanziaria hanno minacciato più volte di non votarla se lo stesso non fosse stato accolto. Dopo anni di lotte e proteste gli ex dipendenti della Pumex possono guardare con più serenità alla scadenza della mobilità prevista per il 31 dicembre di quest’anno, anche se la parola fine sulla vicenda non è ancora stata scritta. In particolare, a creare problemi potrebbe essere una frase dell’emendamento che fa riferimento alle somme da impegnare “…a decorrere dal 2010”, che si può prestare a diverse interpretazioni. Infatti, visto che non è chiaro se il finanziamento per il Comune di Lipari sia stato stanziato in maniera definitiva, non è certo che il Governo regionale decida di mettere in bilancio ogni anno 400 mila euro per i 38 lavoratori di Lipari. L’emendamento dovrà essere proposto ogni anno ed è quindi ipotizzabile che in futuro i fondi possano essere cassati. Il 2010 è comunque al sicuro e adesso la palla passa al sindaco Mariano Bruno ed alla sua amministrazione per utilizzare rapidamente le somme. A rendere incandescente la vertenza è stata soprattutto la situazione degli ex dipendenti della Pumex, che non sono precari né ex articolisti. Al momento della chiusura della Pumex lavoravano in un’azienda attiva e solida, costretta a bloccare qualunque attività per rispettare obblighi internazionali. L’inserimento delle Isole Eolie nel patrimonio mondiale dell’Unesco nel 2000, fortemente voluto sia dal sindaco Bruno che dalla Regione, impose il vincolo della chiusura della Pumex, impegnata nell’estrazione della pietra pomice. Nel 2007 le cave chiusero ed i lavoratori furono messi in mobilità. Intanto l’azienda, prima nel 2005 e poi nel 2009 con un aggiornamento, presentò all’assessorato regionale al Territorio e Ambiente un progetto per la messa in sicurezza delle cave. Fatto questo, che senza alcun esborso da parte della Regione perché il progetto sarebbe pagato dalla società, avrebbe garantito il rientro al lavoro di una parte degli ex dipendenti. Ma il governo di Palazzo d’Orleans non ha mai risposto.

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