Bookmark and Share
Secondo l’Ufficio Studi Tecnocasa, che ha presentato a Palermo gli ultimi dati dell’andamento del mercato, si cominciano a mostrare segni di ripresa. Tengono le aree metropolitane rispetto ai capoluoghi di provincia e alle zone periferiche. Palermo e Bari chiudono il 2009 con una flessione sopra il 3%

Mercato immobiliare in Italia, eppur si muove!

4 maggio 2010  Antonio Schembri

Si stemperano, seppur molto lentamente, i segnali di crisi del mercato del mattone italiano. E’ quanto emerge dall’ultimo report di Tecnocasa sul comparto residenziale, aggiornato a fine 2009. Se nella seconda metà dell’anno scorso le quotazioni hanno fatto registrare un’ulteriore contrazione, i risultati conseguiti fino allo scorso dicembre nonché relativi ai primi 4 mesi del 2010 mostrano segnali di ripresa.

A essere aumentata, secondo la catena d’intermediazione immobiliare in franchising  con la presenza più capillare nel territorio nazionale è, in particolare, la domanda abitativa, segno di una diminuzione delle perplessità, legate all’attuale crisi economica, che fino a poco tempo fa inibivano non poco le decisioni d’acquisto dei potenziali clienti.

L’analisi dei prezzi del gruppo milanese mostra una migliore tenuta delle metropoli, dove il calo non ha oltrepassato l’1,5%, rispetto ai capoluoghi di provincia, con il 2,2% e agli hinterland delle stesse grandi città, in cui i ribassi hanno toccato il -2,3% su base semestrale.

Tra le grandi città italiane soltanto il mercato di Milano e Roma è quello che, sempre alla fine del 2009, ha mostrato la diminuzione dei prezzi più contenuta,  rispettivamente del -0,4% e del -0,8%.

A tirare di più il mercato sono le zone centrali. Lo dimostrano del resto i cali di prezzo nei piccoli centri delle aree metropolitane, soprattutto gli hinterland di città meridionali come Palermo e Bari, che hanno chiuso il 2009 rispettivamente con il -3,3% e il -3,1%.

Incide sulla scelta di una compravendita la qualità dell’abitazione, soprattutto tra le famiglie che puntano a realizzare un acquisto migliorativo. Non a caso, in tutte le città italiane, Tecnocasa evidenzia la miglior tenuta proprio nel settore degli immobili di prestigio o comunque dotati di caratteristiche qualitative superiori alla media.

Nel corso del 2009 la maggioranza degli acquisti conclusi attraverso l’intermediazione delle agenzie del gruppo ha riguardato per il 77% la prima casa o la casa di sostituzione, mentre il restante 23% ha avuto per oggetto la seconda casa, non soltanto destinata a un uso diretto ma anche a scopo di investimento.

Fascia d’età in cui si concentra la maggioranza delle compravendite per una prima casa (il 68%) è quella compresa tra i 18 e i 44 anni, mentre è la fascia tra fra i 35 e i 54 anni a far segnare la maggior concentrazione di acquisti di seconde case.

L’analisi della disponibilità di spesa nella grandi città italiane mostra che la maggioranza delle richieste riguarda la fascia tra 170mila e 249mila euro (24,4%), nelle quale gli immobili più gettonati sono i trilocali. Segue la fascia tra 250 mila e 349mila euro (il 21,5%) e quella tra  120mila e 169mila euro.

Sul fronte delle locazioni le rilevazioni dell’Ufficio studi di Tecnocasa indicano variazioni minime sui canoni: tra lo 0,4% per i bilocali e lo 0,3% per i trilocali.  

Antonio Schembri

Post correlati

Bookmark and Share

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , Scritto in Speciale Tecnocasa, home | Commenti disabilitati

Comments are closed.