Ammortizzatori in deroga persi nelle sabbie mobili della burocrazia regionale

Ammortizzatori in deroga? Un miraggio per la provincia etnea. Almeno stando a sentire le lamentele dei sindacati che denunciano una situazione di stallo. “Sedici pratiche ancora ferme alla Regione, quattro mesi di ritardo accumulato, centinaia di lavoratori che aspettano. E con i dati dell’Istat sulla disoccupazione siciliana la situazione per il territorio etneo si fa ancora più allarmante”. I sindacalisti Cisl lanciano un “sos”. Lo hanno fatto in occasione dell’incontro di ieri con Giorgio Tessitore, segretario regionale con delega alle Politiche del lavoro, organizzato per fare il punto sull’applicazione delle misure di sostegno al reddito.  Secondo i dati forniti dalla Cisl, i ritardi accumulati nella concessione degli ammortizzatori in deroga rischiano di affondare centinaia di ex lavoratori con le loro famiglie. E i nomi sono ancora quelli delle vertenze storiche in provincia: Sam Pozzillo, Marketing Sud, Coem, Cesame. “Dall’1 aprile a oggi” dice Giuseppe Foresta, segretario territoriale “quasi tutte le pratiche con gli accordi che abbiamo consegnato alla Regione non sono ancora arrivate al Comitato regionale per l’Impiego che deve autorizzarle. Solo quella del call center Ratio Consulta è stata esitata. È un grave ritardo che va a danno di tantissimi lavoratori catanesi. Abbiamo perso quattro mesi”.

I vertici Cisl a questo punto si rivolgono alle istituzioni locali e  alla Regione Siciliana “perché procedano ad un’azione straordinaria”.  Secondo quanto spiega Alfio Giulio, segretario generale della Cisl di Catania “I dati Istat dice fotografano una situazione siciliana, e catanese in particolare, che sta andando a fondo. Non bastano gli allarmi lanciati dal sindacato e dagli imprenditori, occorrono iniziative decise e pronte delle istituzioni, della politica”.

Anche Tessitore fa un richiamo alla politica e mette in guardia dal rischio che si crei ulteriore precariato: “Lo strumento degli ammortizzatori in deroga va utilizzato in modo straordinario e non creando ulteriore precariato da sanare in seguito”.

Autore: Alessandra Bonaccorsi

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