La Finanziaria regionale dimentica gli ex dipendenti della Pumex di Lipari. Ardizzone pronto a dare battaglia in Aula

Tutto da rifare per i 38 ex dipendenti della Pumex di Lipari. A dispetto dell’emendamento della Commissione Lavoro dell’Ars approvato il 13 aprile scorso per garantire la loro ricollocazione nei musei e nei siti archeologici delle Eolie, la speranza di riprendere a lavorare prima della scadenza della mobilità è andata in fumo. Il passaggio successivo della mozione in Commissione Bilancio non c’è mai stato e tra i 150 articoli della Finanziaria recentemente approvata prima della deliberazione definitiva dell’Aula, non ce n’è nemmeno un emendamento che tuteli i lavoratori eoliani. Peraltro Francesco Cascio, presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, ha sempre detto con chiarezza che tutte le modifiche inerenti il personale presentate direttamente in Aula sarebbero stati dichiarate inammissibili. Dura la reazione del deputato regionale messinese Giovanni Ardizzone. “Durante l’incontro con i lavoratori della Pumex del 10 aprile scorso -ricorda l’esponente UDC- avevo detto molto chiaramente che se non si fossero assunti provvedimenti a loro favore io non avrei votato il Bilancio. E farò così, anche a costo di far cadere il Governo regionale”. Proposta, quella di obbligare il presidente della Regione Lombardo a fare proprio l’emendamento che avrebbe garantito il reimpiego degli ex dipendenti della Pumex, lanciata nella stessa occasione da Giuseppe Buzzanca, sindaco di Messina e deputato all’Ars per il PDL. A sostenerlo il collega di coalizione Roberto Corona, che ha promesso: “Se il Governo non lo fa proprio, votiamo contro e ce ne andiamo tutti a casa”. Per una volta, d’accordo anche Filippo Panarello, deputato regionale del PD. Intanto il momento della scadenza della mobilità, il 31 dicembre 2010, si avvicina. “Quanto avvenuto è l’ennesima delusione annunciata -commenta Vincenzo D’Ambra, presidente della Pumex. Soprattutto per la nota situazione economica della Regione Siciliana. Per quanto mi riguarda, io continuerò a sollecitare la Regine perché autorizzi il piano per la messa in sicurezza delle cave, presentato una prima volta nel 2005 ed una seconda nel 2009 senza che la Regione ci abbia mai risposto, che oltre ad essere utile per il processo di messa in liquidazione e per il concordato preventivo, potrebbe risultare utile anche per alleviare in parte i problemi occupazionali degli ex dipendenti dell’azienda”.

Autore: Elisabetta Raffa

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