Trecento milioni per dissesto idrogeologico Messina

Trecento milioni di euro non bastano. Secondo la Cgil di Messina, la somma stanziata con la firma dell’accordo-quadro dal ministero dell’Ambiente e dalla Regione Siciliana per porre rimedio ai danni causati dal dissesto idrogeologico della provincia di Messina è assolutamente insufficiente e sarebbero necessari almeno 600 milioni. “Vista la situazione del nostro territorio -commenta Biagio Oriti, segretario della Fillea Cgil di Messina, la federazione del comparto edile- 300 milioni basterebbero solo per iniziare, ma non sicuramente per completare gli interventi di cui c’è un assoluto bisogno. Nelle ultime settimane è sceso il silenzio sulle tante famiglie che vivono ancora lontano da casa o presso parenti, in condizioni di grave disagio. E questo mi sembra profondamente ingiusto”. Secondo l’accordo, 150 milioni saranno messi a disposizione dal ministero (che in totale poteva contare su un miliardo di euro di fondi da distribuire in tutto il Paese) ed il resto della somma dalla Regione Sicilia. Che essendo sprofondata in una crisi economica che sembra senza ritorno, molto probabilmente dovrà attingere ai fondi europei stanziati per il periodo 2010-2013. A determinare il gravissimo dissesto idrogeologico che ha portato alla tragedia dell’1 ottobre scorso che ha devastato il villaggio di Giampilieri ed il comune jonico di Scaletta Zanclea e, più di recente, una vasta area dei Nebrodi, le politiche dissennate del territorio e la mancanza di una programmazione idonea per la messa in sicurezza dell’intera provincia da parte degli enti competenti. Dalle amministrazioni degli enti locali che si sono susseguite negli ultimi decenni fino agli assessorati regionali al Territorio e Ambiente, ai Lavori Pubblici ed all’Agricoltura e foreste, all’Anas ed alla Protezione Civile. Ma la Fillea Cgil di Messina punta il dito anche contro la mancanza di chiarezza su alcuni aspetti fondamentali, come la tempistica, le modalità e le titolarità di intervento e sulla necessità che si individuino al più presto i soggetti attuatori, che dovrebbero essere responsabili sia della tempistica che dell’uso delle risorse messe a disposizione dal ministero e Regione.

Autore: Elisabetta Raffa

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