La Popolare Sant’Angelo fa utili e programma l’apertura di altri 3 sportelli tra Palermo e Catania

La Banca Popolare di Sant’angelo chiude il bilancio 2009 con un utile netto di 4,52 milioni di euro con un  incremento del 13,5% rispetto all’esercizio precedente. Un risultato decisamente positivo in tempi di crisi e supportato anche da perfomance in crescita anche degli aggregati bancari. La raccolta diretta si attesta, infatti, a 776,7 milioni di euro (+7,5%), la indiretta a 272,1 (+1,5%), i crediti verso cilentela a 601 milioni di euro (+9,2%).  Agli azionisti verrà corrisposto un dividendo di 1 euro per azione. Ma ciò che più conta che il piano industriale della banca prevede, dopo l’acquisizione dei 3 sportelli di Unicredit, una ulteriore espansione con l’apertura di altri 3 sportelli entro il 2011. Al presidente della Sant’Angelo Nicolò Curella ww.economiasicilia.com ha chiesto di tratteggiare il futuro della banca siciliana ma anche di spiegare come fa una banca a fare utili in periodi di crisi.

“Con questa situazione di crisi e appiattimento degli spread sugli interessi si può recuperare solo attraverso la fidelizzazione della clientela e intensificando il rapporto con le pmi, nel nostro caso mediante la creazione di UB Impresa. Una unità appositamente dedicata alle imprese nostre clienti per affidamenti al di sopra di 250 mila euro. Noi non abbiamo fatto mancare il credito alle imprese clienti e abbiamo recuperato i margini di interesse soltanto attraverso una attività di impieghi più sostenuti. In questo contesto è stata decisiva l’acquisizione di 3 sportelli Unicredit di Roma, Palermo e Catania. Senza questi apporti avremmo avuto un calo di redditività di circa il 10%. Il rischio era che le filiali si svuotassero e invece abbiamo mantenuto la clientela”.

La redditività  si è comunque spostato dallo spread sugli interessi alle commissioni.

“Certamente. In parte con la Commissione di massimo scoperto che ora ci ritroviamo nei proventi da commissioni ma soprattutto aumentando il parco clienti per i nostri servizi”

Quali quelli di punta della sua banca?

“”Indubbiamente quelli di bancassicurazione con Arca. Arca Index, i fondi Arca, polizze casa, responsabilità civile. Con una modifica organizzativa. Prima a vendere le polizze era solo il responsabile di filiale, oggi, invece, all’interno di ogni agenzia vi sono 3-4 impiegati addetti”.

Nell’aumento degli impieghi quanto hanno pesato i confidi?

“Abbiamo numerose convenzioni con i confidi ma non è il confidi che porta il cliente. Semmai è il contrario. Nei tre sportelli Unicredit  acquisiti abbiamo dovuto restituire, come era nei patti, 12 milioni di impieghi non buoni. Ddiversamente la crescita sarebbe andata oltre i 50 milioni di incremento registrato l’anno scorso. La crescita è stata soprattutto sui mutui ipotecari. Questo per la Sicilia è un fenomeno nuovo. Le banche si stanno praticamente sostituendo agli istituti di credito a medio e lungo termine anche a causa del calo di operatività dell’Irfis”.

La Sant’Angelo l’anno scorso ha fatto un aumento di capitale di 9,5 milioni di euro. Come è andata?

“Si è trattato di un successo straordinario. L’aumento era riservato ai soci e nel caso di diritti non optati al mercato. Abbiamo chiuso prima del tempo la sottoscrizione con i soli soci”.

Ma adesso state lanciando un prestito obbligazionario convertibile da 10 milioni di euro. Finalizzato a che cosa?

“Si tratta di una coda dell’aumento dell’anno scorso. Al 31 dicembre dell’anno scorso il nostro patrimonio ammontava a 102,8 milioni di euro con un indice del 10,1% rispetto alla massa amministrata. Se si tiene conto che la media di sistema è del 6,5% si capisce quante solide siano le strutture patrimoniali della nostra banca. Questo prestito obbligazionario è destinato a finanziare una ulteriore espansione territoriale della banca. Attualmente contiamo 29 sportelli ma il nostro piano industriale 2009-11 prevede l’apertura di altri 3 sportelli più uno spostamento”.

Dove queste nuove aperture?

“Vogliamo ampliare la nostra presenza nel palermitano e passare da uno a due a Catania. La città etnea è una piazza che ci sta dando notevoli soddisfazioni. Inoltre intendiamo creare dei presidi patrimoniali sempre più robusti per la banca”.

Andrea Naselli

Autore: Andrea Naselli

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