Turismo: Sicilia. calano presenze a Pasqua, male anche le partenze

Sara’ una Pasqua magra quella di quest’anno per la Sicilia. Almeno secondo i dati di Assoturismo, che prevede un calo del 30% degli arrivi rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. “Sara’ una Pasqua magra anche quest’anno – ha spiegato all’ITALPRESS Andrea Corso presidente di Assoturismo Sicilia – le previsioni, ad oggi, ci fanno pensare ad un abbattimento degli arrivi che si aggirera’ intorno al trenta per cento. Questa a grandi linee la tendenza, anche se non si puo’ prevedere per il momento quanto influiranno eventuali prenotazioni dell’ultimo minuto”.

     Un trend in controtendenza, quello siciliano, rispetto ai dati nazionali diffusi dall’Osservatorio del turismo che descrivono “una Pasqua con migliori performance rispetto al 2009”. Dei sette milioni di italiani  in partenza e di altrettanti sette che decideranno negli ultimi giorni, ben il 69,7 per cento rimarra’ in Italia. Un movimento di arrivi che sembra pero’ toccare in minima parte l’Isola. “Questo e’ un momento drammatico dal punto di vista del turismo in Sicilia – ha aggiunto Corso -, molti alberghi e hotel chiudono, contiamo in una ripresa per il turismo di primavera-estate, comunque il problema e’ strutturale non riusciamo a intercettarecome dovremmo i flussi turistici che si dirigono verso il Mediterraneo”.

     Le soluzioni? “bisogna intervenire sia a livello regionale sia nazionale. La percezione che si ha e’ che in Sicilia al turismo come settore trainante non ci creda piu’ nessuno. Non chiediamo

finanziamenti a pioggia ma interventi mirati soprattutto per le piccole imprese, che sono la forza del nostro territorio”. Ma chi arriva in questi giorni in Sicilia per trascorrere un periodo di vacanza in occasione del primo ponte di primavera? A visitare borghi e citta’ siciliane, saranno sempre di piu’ stranieri, soprattutto francesi. Le mete privilegiate quelle classiche: Taormina, Sciacca e Cefalu’, in testa. Si muoveranno soprattutto le famiglie, pochi i giovani. Cosi’ come conferma Antonio Mangia, presidente di Aeroviaggi: “Quest’anno per quanto ci riguarda – ha detto – stimiamo perdite intorno al venti per cento. Pochi gli arrivi previsti, in testa soprattutto viaggiatori francesi che mediamente si fermeranno per un periodo di una settimana ad un costo base di circa cinquecento euro”.

     Di un calo del venti per cento parla anche Calogero Macaluso responsabile della Accord Viaggi: “Non registriamo una massiccia presenza di stranieri, piu’ che altro lo spostamento di siciliani all’interno del territorio regionale e qualche presenza nazionale. Il massimo di permanenza e’ di due-tre giorni e notiamo che si sceglie non piu’ sulle mete quanto piuttosto sul pacchetto piu’ economico o sulle promozioni che offrono un miglior rapporto qualita’-prezzo. In questo contesto gli agriturismi mantengono l’appeal che ormai da alcuni anni a questa parte registrano”. 

     Piu’ ottimista Lucia Beccaro, project manager di Ausonia Viaggi: “Quest’anno sembra che si muova qualcosa. I flussi riguardano per il 70 per cento stranieri, soprattutto francesi e tedeschi. Si trattengono mediamente cinque giorni spendendo per il soggiorno circa 800 euro”. Trend negativo per le partenze: “La Pasqua su questo fronte sara’ molto triste quest’anno – conclude Lucia Beccaro – la crisi si fa sentire e se si deve scegliere tra la vacanza estiva e quella pasquale, non si hanno dubbi: si pensa alla prima. Le partenze dei siciliani saranno poche, cosi’ come era stato anche per la Pasqua 2009. Chi si allontana lo fa in media per cinque giorni e spende in media mille euro. Le citta’ piu’ gettonate rimangono quelle europee come Parigi, Budapest e Praga. Chi puo’ va anche piu’ lontano: a Sharm el Sheik, ad esempio, o negli Emirati Arabi”.

       E di crisi delle partenze parla anche Alessandra Martino del tour operator “I Vostri Viaggi – Sivet”. Cambia l’operatore ma non la musica: “La crisi c’e’ e si fa sentire – spiega -, noi come tour operator abbiamo dimezzato gli investimenti rispetto al 2009 e speriamo di riuscire a vendere i posti aerei e i pacchetti gia’ acquistati. Tengono bene le capitali europee come Parigi, Praga e Barcellona. Si e’ venduta meno Vienna, va sempre bene la Spagna, anche perche’ condivide le stesse tradizioni cattoliche dell’Italia, un fattore in alcuni casi importante nella scelta. A partire sono di piu’ le famiglie rispetto ai giovani, si sta fuori tre-quattro giorni con una spesa che parte dai 500 euro”. (ITALPRESS). 

Autore: Economia Sicilia

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