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Credem, utile netto consolidato 88 mln (-43%)
Il Consiglio di Amministrazione di Credem, presieduto da Giorgio
Ferrari, ha approvato nella seduta del 30 marzo i risultati individuali e consolidati del 2009 che saranno sottoposti all’assemblea degli azionisti convocata per il 30 aprile 2010. Il direttore generale Adolfo Bizzocchi presenterà i dati alla comunità finanziaria nel corso di una conference call che si terrà oggi mercoledì 31 marzo alle ore 11.
I risultati confermano la solidità patrimoniale con un core Tier 1 a 8,05% e una qualità del credito ai vertici del settore bancario, testimoniata da crediti in sofferenza, al netto delle rettifiche, che ammontano allo 0,8% del totale degli impieghi. All’assemblea degli azionisti sarà proposto un dividendo di 0,08 euro per azione che tiene conto di una strategia volta al mantenimento della forte solidità del Gruppo nel medio periodo. La cedola sarà messa in pagamento a partire dal 20 maggio 2010 con stacco 17 maggio 2010; il monte dividendi complessivo ammonta a 26,6 milioni di euro.
Il Gruppo è focalizzato nell’implementazione del piano 2010-2012 le cui linee guida sono: focus sul core business di moderna banca commerciale, incremento delle quote di mercato, sviluppo del risparmio gestito e forte sostegno alle pmi ed ai privati, estrazione di valore dalle acquisizioni, mantenimento dell’eccellente qualità del credito e della solidità patrimoniale, attenzione ai costi. Il piano prevede inoltre forti investimenti in IT destinati a supportare il business e ad aumentare l’efficienza, oltre all’implementazione di un nuovo progetto di corporate identity.
Risultati economici consolidati1
Il margine di intermediazione si attesta a 948,6 milioni di euro rispetto a 916,1 milioni di euro al 31 dicembre 2008 (+3,5%).
In particolare il margine d’interesse2 è pari a 430,8 milioni di euro rispetto a 562,8 milioni di euro dello stesso periodo del 2008 (-23,5%) e risente prevalentemente della contrazione degli spread.
Il margine servizi3 è pari a 517,8 milioni di euro, +46,6% rispetto a 353,3 milioni di euro a fine 2008. In crescita risultano sia l’area trading, per il miglioramento delle condizioni di mercato, sia le commissioni da servizi bancari e da gestione ed intermediazione.
I costi operativi ammontano a 661,8 milioni di euro, +4,1% rispetto a 635,6 milioni di euro di fine 2008. Nel dettaglio le spese amministrative ammontano a 237,2 milioni di euro (-2,7% rispetto allo stesso periodo del 2008). Le spese per il personale sono pari a 424,6 milioni di euro (+8,3%) e sono influenzate dal contributo delle acquisizioni di sportelli realizzate nel 2008, dagli oneri della ristrutturazione di Abaxbank, dalla razionalizzazione della rete e delle strutture centrali e dall’applicazione del vigente contratto collettivo di lavoro.
Il cost/income4 è pari a 69,8% rispetto a 69,4% a fine 2008.
Il risultato lordo di gestione si attesta a 286,8 milioni di euro rispetto a 280,5 milioni di euro dello stesso periodo del 2008 (+2,2%). Gli ammortamenti sono pari a 29,5 milioni di euro rispetto a 36,9 milioni di euro a fine 2008 (-20,1%).
Il risultato operativo è pari a 257,3 milioni di euro rispetto a 243,6 milioni di euro nello stesso periodo del 2008 (+5,6%).
Gli accantonamenti per rischi ed oneri ammontano a 0,4 milioni di euro (4,3 milioni di euro nello stesso periodo del 2008). Le rettifiche nette di valore su crediti sono pari a 108,5 milioni di euro (58,1 milioni di euro a fine dicembre 2008, +86,7%). Il dato riflette la debolezza del ciclo economico che ha influenzato l’evoluzione del credito problematico. E’ stata inoltre completata la revisione delle posizioni creditizie acquisite nelle recenti operazioni societarie. Ulteriori svalutazioni collettive, relative alle posizioni creditizie in bonis, sono state realizzate a causa di maggiori fattori di rischio.
L’utile netto consolidato, che ha risentito sia della congiuntura economica negativa sia di un tax rate meno favorevole, è pari a 88,8 milioni di euro (155,8 milioni di euro al 31 dicembre 2008, -43%).
Il Roe consolidato a fine 2009 si attesta al 5,3% (10,5% nel 2008).
Aggregati patrimoniali consolidati
La raccolta da clientela del Gruppo Credem a fine dicembre 2009 è pari a 58.278 milioni di euro contro 54.136 milioni di euro dello stesso periodo del 2008 (+7,7%) con un importante apporto proveniente dallo “scudo ter”.
La raccolta diretta, al netto dei pronti contro termine, è pari a 17.928 milioni di euro rispetto a 18.572 milioni di euro a fine dicembre 2008 (-3,5%). La raccolta diretta, compresi i pronti contro termine, è pari a 18.086 milioni di euro contro 20.788 milioni di euro al 31 dicembre 2008 (-13%). Nel dettaglio i depositi sono pari a 14.080 milioni di euro (13.719 milioni di euro nello stesso periodo del 2008). Il comparto obbligazionario e subordinati è pari a 3.848 milioni di euro (4.848 milioni di euro a fine dicembre 2008); i pronti contro termine si attestano a 158 milioni di euro rispetto a 2.216 milioni di euro nello stesso periodo del 2008.
La raccolta assicurativa cresce del 28,9% a 2.312 milioni di euro rispetto a 1.794 milioni di euro dello stesso periodo dell’anno precedente.
La raccolta indiretta è pari a 37.880 milioni di euro rispetto a 31.554 milioni di euro a fine dicembre 2008 (+20%). La raccolta gestita si attesta a 15.051 milioni di euro rispetto a 11.476 milioni di euro a fine 2008 (+31,2%). All’interno di questo aggregato le gestioni patrimoniali sono pari a 4.301 milioni di euro, i fondi comuni di investimento e Sicav sono pari a 9.032 milioni di euro. La raccolta amministrata è pari a 22.829 milioni di euro, rispetto a 20.078 milioni di euro a fine 2008 (+13,7%).
Gli impieghi verso la clientela sono pari a 17.536 milioni di euro, sostanzialmente stabili rispetto a 17.621 milioni di euro al 31 dicembre 2008 ed in sensibile ripresa nell’ultimo trimestre dell’anno. Il quadro congiunturale debole ha inciso sul credito a breve termine alle imprese con una contrazione sia per il mercato corporate, sia per gli operatori di small business (-7% rispetto a fine 2008). Contestualmente si è sviluppato il credito a medio e lungo termine, in particolare quello erogato alla clientela privata (+6% rispetto a fine 2008). I mutui ipotecari alle famiglie, in particolare, a fine dicembre 2009 registrano consistenze per 5.534 milioni di euro (+4,9%), i flussi erogati sono pari a 948 milioni di euro (+9,5%).
Le sofferenze nette su impieghi si attestano a 0,8% (0,5% nello stesso periodo del 2008). La percentuale di previsione di perdita sulle sofferenze è del 61,7% (62% a fine dicembre 2008). I crediti problematici totali netti sono pari a 466,4 milioni di euro (274 milioni di euro nello stesso periodo del 2008) e rappresentano il 2,66% del totale degli impieghi e sono stati influenzati anche dalle nuove disposizioni di Banca d’Italia sugli incagli oggettivi.
A fine 2009 i mezzi propri civilistici comprensivi dell’utile di esercizio, sono pari a 1.823,1 milioni di euro (1.748,4 milioni di euro a fine 2008).
Il core Tier 1 capital ratio si attesta a 8,05%. Il Total capital ratio è pari a 11%.
Al 31 dicembre 2009 la struttura distributiva del Gruppo si articolava in 575 filiali, 43 centri imprese, 50 negozi finanziari. I dipendenti sono 5.740 e i promotori finanziari con mandato 1.006.
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