Altolà di Granata a nuove estrazioni petrolifere nel territorio ibleo

Piovono critiche sulla nuova richiesta di estrazione di idrocarburi presentata da una multinazionale del settore. La società petrolifera “Irminio Srl”, braccio operativo della “Sviluppo Risorse Naturali srl” con sede a Roma e a sua volta controllata dalla multinazionale “Mediterranean Resources LLC” di Austin, in Texas, dopo avere ottenuto una concessione esplorativa marittima al largo delle coste iblee, torna ad interessarsi del comprensorio ragusano puntando su nuove esplorazioni petrolifere ma questa volta in terraferma, e nel bel mezzo del barocco di Scicli nel cuore dei luoghi di Montalbano.

La “Irminio” ha infatti chiesto all’Assessorato all’Industria della Regione Siciliana il permesso di ricercare petrolio e gas nel territorio di Scicli su una estensione di 9.600 ettari e su di uno spazio esteso tra le Contrade Pisciotto, Dammusi, Mangiagesso, Milocca e che arriva a lambire i confini del borgo marinaro di Donnalucata . Sulla richiesta è però subito piombato l’altolà di Legambiente, a cui si è aggiunto il diniego del parlamentare Fabio Granata, capogruppo del Pdl in Commissione Cultura alla Camera da sempre vicino al Presidente della Camera Gianfranco Fini. In una nota la dura presa di posizione del parlamentare per il quale “il permesso di ricercare petrolio ed idrocarburi in territorio di Scicli, in alcuni tra i luoghi simbolo del Val di Noto, va immediatamente bloccato dalla Regione Sicilia, perchè in assoluto contrasto con il modello di sviluppo previsto dal Distretto turistico e con il piano paesaggistico regionale. Il fatto che ad essere interessata alle ricerche sia non solo la campagna sciclitana, ma anche il borgo marinaro di Donnalucata, e persino il territorio limitrofo alla riserva naturale di Mangiagesso e quello prospiciente alla Fornace Penna, tutelata per la sua valenza di archeologia industriale – prosegue Granata – rende assolutamente incompatibile il progetto di ricerca con l’idea di sviluppo che quel territorio in piena autonomia si è dato, aprendo un vulnus difficilmente sanabile in caso di concessione delle autorizzazioni”.

Granata lancia infine un appello all’assessore regionale ai Beni Culturali Armao ed a quello alle Attività Produttive Venturi perchè si impegnino a far applicare fin da subito il piano paesaggistico e per bloccare ogni autorizzazione regionale in quanto ogni comportamento differente equivarrebbe ad una imperdonabile distrazione rispetto ad un tentativo di violentare un territorio senza eguali in Sicilia per attrazione turistica e naturalistica.

Stefano Alicata

Autore: Stefano Alicata

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