Agrigento. Indigenti all’assalto del Comune di Licata, gettano mobili dalla finestra

Un gruppo di indigenti, eludendo la sorveglianza, è penetrato stamattina alle 8 nel palazzo comunale di Licata ed ha raggiunto la stanza del sindaco, Angelo Graci. Una volta dentro, hanno preso alcuni arredi e le piante presenti nella stanza e li hanno lanciati dalla finestra. Subito è scattato l’allarme. Sul posto sono intervenute le pattuglie dei militari dell’Arma dei carabinieri e della Polizia Municipale. I carabinieri hanno bloccato tre dei manifestanti, ritenuti i fautori della rivolta e diretti responsabili dei danneggiamenti. Nel volo dal primo piano sono andate in pezzi cinque sedie dei primi del Novecento. Gli indigenti da tempo hanno chiesto all’amministrazione comunale lo sblocco dei sussidi per le famiglie bisognose.  L’assalto si era già verificato una prima volta con il danneggiamento della bacheca in cui custodito il gonfalone della città. In altri episodi sono andate in frantumi le vetrate del chiostro di Sant’Angelo ed infine dopo un’ irruzione nell’atrio del palazzo della città sono stati gistrutti distrutti alcuni mobili. Il sindaco Graci ha appreso la notizia dalla sua casa di San Leone, dove si trova dal mese di novembre scorso, perché sottoposto al divieto di dimora nell’ambito di un’inchiesta su presunte tangenti per la realizzazione di uno spettacolo musicale in occasione di una festa religiosa. Licata, 39 mila abitanti, negli ultimi anni ha vissuto un incremento di imprese del settore turistico. La sua economica ruota attorno alla pesca e all’agricoltura, ma anche qui i comparti hanno risentito pesantemente della crisi. Tra i fenomeni più allarmanti sul fronte della criminalità c’è l’usura, che colpisce tutte le categorie, anche le più deboli.

Dal prossimo mese di aprile il Comune dovrebbe riuscire a dare una prima risposta al dramma degli indigenti: ottantacinque verranno avviati ai lavori socialmente utili per sessanta ore. Percepiranno un contributo di trecento euro al mese. Hanno fatto richiesta in  trecento.  Dovrebbero essere avviati al lavoro a rotazione, fino all’ esaurimento delle risorse disponibili. Costerà 22.500 euro al mese.  I lavoratori saranno utilizzati per la pulizia del verde pubblico, la pulizia degli uffici, e piccoli interventi di manutenzione.  

Autore: Economia Sicilia

Condividi questo articolo su
WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com