Crisi: Sicilia, res “nel 2010 lieve ripresa, ma non decolla occupazione”

Nel 2009 in Sicilia il Pil e’ sceso del 2,4% e i redditi da lavoro aziendedipendente hanno subito la piu’ netta flessione mai registrata nell’economia dell’Isola (da 34,7 a 33,8 mila euro per unita’ lavorativa). Il monte salari si e’ ridotto piu’ di quanto non si sia ridotto il numero dei dipendenti. In questo contesto, nel 2010 il Pil dovrebbe segnare un lieve aumento (+0,6 per cento), mentre il tasso di disoccupazione dovrebbe attestarsi intorno al 13,7 per cento, contro una media nazionale attesa al 7,7. Sono alcuni dei dati contenuti nel primo numero di CongiunturaRes, pubblicazione dell’Osservatorio Congiunturale della Fondazione Res.

     Lo scenario di previsione, pubblicato sul sito www.fondazioneres.com, e’ stato presentato oggi a Villa Zito alla presenza di Giovanni Puglisi, presidente della Fondazione Banco di Sicilia; Carlo Trigilia, presidente della Fondazione Res; Adam Asmundo, responsabile Analisi Economiche della Fondazione Res e di CongiunturaRes; Pier Francesco Asso, coordinatore scientifico della Fondazione Res; Fabio Mazzola, preside della Facolta’ di Economia dell’Universita’ di Palermo.

     “La crisi in Sicilia si e’ presentata in ritardo rispetto ad altre regioni italiane – ha spiegato Asmundo illustrando i dati -, e i suoi effetti risultano relativamente meno drammatici per via della debolezza e della scarsa competitivita’ esterna del sistema produttivo. Ad ogni modo, l’economia e’ tutt’altro che ferma: la crisi impone al sistema una sensibile redistribuzione di reddito e di ricchezza, eliminando dal mercato le imprese piu’ deboli, e favorendo il lavoro autonomo rispetto al lavoro dipendente”.

“La crisi – ha proseguito – colpisce soprattutto le classi medie: in tutta la regione le famiglie spendono meno (-1,8 per cento nel 2009) e riducono i consumi primari; inoltre gli effetti della

crisi sono molto marcati su sanita’, trasporti e comunicazioni e spese per il tempo libero. L’occupazione accusa cedimenti diffusi: migliaia di addetti in meno in tutti i settori, con punte

nell’industria manifatturiera, nel commercio e nelle costruzioni.

     Aumentano le persone in cerca di lavoro con precedenti esperienze lavorative e si riducono i lavoratori dipendenti rispetto ai lavoratori autonomi”. “Dal punto di vista produttivo – ha sottolineato Trigilia – le prospettive generali per il 2010 avranno dinamiche differenti in

funzione delle diverse caratteristiche imprenditoriali delle province: solo in alcuni casi, strutture produttive piu’ dinamiche e competitive riusciranno a garantire un’uscita piu’ rapida dalla

crisi”. Asso ha evidenziato “l’importanza delle previsioni sulle variazioni del Pil: questa crisi, seppur meno violenta di quanto ci si aspettasse, rischia di permanere piu’ a lungo, e le sue previsioni di ripresa sembrano piu’ modeste rispetto a quelle nazionali”.

     Per Mazzola il lancio di uno strumento di previsione come CongiunturaRes e’ una “operazione importante e coraggiosa in un periodo di crisi che, come questa, si caratterizza per una connotazione di tipo occupazionale: chi incontra maggiori difficolta’ a trovare un’occupazione ha gia’ delle esperienze lavorative alle spalle, e si tratta prevalentemente di donne e giovani”.

     I dati sull’occupazione femminile, infatti, sono tra le note dolenti che emergono da CongiunturaRes. Nel 2009 l’industria in Sicilia ha perso ben il 30 per cento delle donne occupate rispetto al 2008. Complessivamente, il numero totale degli occupati nell’Isola nel 2009 e’ sceso del 2,6 per cento rispetto all’anno precedente. “I tassi di disoccupazione e di occupazione – si legge nel primo numero di CongiunturaRes -, rispettivamente massimi e minimi rispetto alle medie delle altre ripartizioni regionali, non sembrano destinati a sensibili variazioni o inversioni di tendenza nel breve periodo”.

     Sul piano delle singole province, la crisi del settore manifatturiero “appare piu’ evidente a Palermo, Messina e soprattutto Agrigento, Caltanissetta ed Enna – sottolineano i ricercatori -. Catania, Trapani e Ragusa, al contrario, sembrano sperimentare una pausa di piu’ modesta entita’, limitata al 2009. Diverso e’ il caso di Siracusa, che sembra mantenere buoni livelli di attivita’ nel biennio e potrebbe sperimentare lievi rallentamenti solo in una fase successiva”.

(ITALPRESS). 

Autore: Economia Sicilia

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