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In un anno la Cig ordinaria cresciuta per il settore metalmeccanico del 423% e per il metallurgico del 178%

In Sicilia boom della cassa integrazione per industria metalmeccanica

9 marzo 2010 

“La crisi dell’industria metalmeccanica in Sicilia rischia di avere effetti drammatici.  tute_bluNel 2009, nel settore metallurgico, la cassa integrazione ordinaria e’ cresciuta del 423,51%, in quello meccanico del 177,99%. La cassa integrazione straordinaria registra un aumento del 22,97% tra i metallurgici e del 148,10% tra i meccanici”. Sono i dati esposti stamattina da Giovanna Marano, segretaria generale della Fiom-Cgil Sicilia, nel corso della relazione introduttiva del decimo congresso del sindacato di categoria, che si e’ aperto oggi nell’aula consiliare di Termini Imerese. “I grandi gruppi abbandonano il territorio – ha aggiunto la segretaria della Fiom – scaricano le difficolta’ sui lavoratori e non prevedono alcuna ripresa. Il futuro incerto fa colare a picco anche l’indotto e, a catena, l’intera economia dell’isola”. “Il caso piu’ emblematico – ha detto la Marano – e’ quello dei 2.300 lavoratori della Fiat di Termini Imerese. Ma a Palermo, dove la cassa integrazione ordinaria e’ raddoppiata e quella straordinaria quadruplicata, c’e’ preoccupazione anche gli oltre 200 lavoratori dell’Italtel di Carini, in contratto di solidarieta’, per le 220 tute blu della Keller, di nuovo in cassa integrazione, in assenza di commesse e di un piano industriale. Il possibile trasferimento dei lavori in Croazia fa temere per i Cantieri navali. Gli impegni della Regione per gli investimenti sui bacini di cui e’ proprietaria, non sono stati concretizzati ed il rilancio mancato ritarda il recupero di competitivita’”.

Anche nelle altre province statistiche pesanti. “La crisi e’ generalizzata – sostiene Giovanna Marano – A Catania la cassa integrazione ordinaria nel settore meccanico e’ cresciuta da 25.146 ore del 2008 ad oltre un milione di ore del 2009. Il futuro del gruppo STMicroelectronics e’ un’incognita. La prossima chiusura di alcune produzioni rischia di provocare esuberi tra 3.900 dipendenti diretti. La joint venture con Enel e Sharp per lo sviluppo del settore fotovoltaico e’ stata avviata con l’annuncio di centinaia di assunzioni, ma nessun piano industriale, al momento, le garantisce. Nel frattempo, Stm ha ceduto un ramo

d’azienda, la Nunonyx, alla multinazionale americana Micron Technology, senza nessuna tutela per i 409 lavoratori”.

“Nella citta’ etnea, poi, per i 160 dipendenti della Sat la cassa integrazione straordinaria scade oggi – continua l’esponente sindacale -. I lavoratori presidiano da un anno la fabbrica per evitare che i macchinari vengano ceduti in assenza di una valida ipotesi per il loro reimpiego. Hanno chiuso i battenti diverse aziende, come Sogit, Anteo, Cables Factory. Complessivamente 138 posti di lavoro persi. La Elmec, i cui lavoratori costituiti in cooperativa hanno rilevato l’azienda, aspetta dalla Regione risposte sulle agevolazioni per nuove assunzioni”. “Colpita pesantemente dalla recessione anche l’industria di Messina – afferma la Marano -. Arranca la cantieristica navale, fino a oggi volano dell’economia locale”.

“Nella provincia a piu’ alta densita’ meccanica, Siracusa, quasi raddoppia il ricorso alla cassa integrazione ordinaria, 434.578 ore nel 2008 contro le 791.798 ore nel 2009, e si quadruplica quella la straordinaria, cresciuta da 30.390 ore di due anni fa a 123.328 dell’anno scorso – conclude Giovanna Marano -. Coinvolte complessivamente circa 2.000 tute blu, 1.500 tra comparto metalmeccanico e petrolchimico, altre 500 con contratti a tempo determinato non confermati e senza ammortizzatori sociali”. (ITALPRESS).

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