Bookmark and Share
Già spesi 12 mln e 3 da recuperare. Duro attacco di Enzo bianco nel corso di una conferenza stampa

Giardino Bellini di Catania, l’eterna incompiuta

9 marzo 2010  Alessandra Bonaccorsi

Dodici milioni di euro già impiegati per il restauro, non ancora completato, bianco_e_consiglieri_conf_stampa_villae 3 da “recuperare” per restituire il Giardino Bellini alla città di Catania. Enzo Bianco ha voluto fare alcune puntualizzazioni lanciando un accorato appello alle istituzioni perché ci si sieda attorno a un tavolo a discutere sul da farsi. E lo ha fatto in occasione di una conferenza stampa proprio alla Villa dedicata al Cigno etneo. Accanto a lui i consiglieri comunali del PD Francesco Montemagno, Carmelo Sofia, Francesca Raciti, Lanfranco Zappalà, Giuseppe Castorina e i consiglieri di circoscrizione Emiliano Luca e Francesco Marano.
“Occorre fare luce sulle responsabilità del mancato completamento dei lavori di riqualificazione e sul perché la Villa Bellini oggi sia in gran parte negata ai catanesi” sottolinea Bianco “ma chiediamo anche al sindaco di convocare a Palazzo degli Elefanti il presidente della Regione, l’assessore regionale ai Beni culturali e tutte le autorità competenti e di istituire un tavolo per reperire le risorse necessarie a completare al più presto i lavori, in modo da riconsegnare il giardino storico alla città. Non è accettabile che dopo diversi  anni di chiusura per interventi di riqualificazione, la Villa sia fruibile soltanto in minima parte e tutto sia fermo”.

Bianco avanza anche l’ipotesi che i 12 milioni già impiegati possano fare retromarcia: “Anni fa, il Patto territoriale Catania Sud era stato indicato dall’Unione europea come una buona prassi a livello comunitario. Oggi invece l’Unione potrebbe voler restituiti i 12 milioni di euro impiegati per il restauro incompleto della Villa, poiché non sarebbero state rispettate le procedure di gara europea imposte dall’utilizzo di fondi comunitari. Ma noi, prima di ogni cosa, vogliamo salvare la Villa Bellini”.

Il senatore del Pd chiede inoltre chiarezza “sulla gestione del progetto, della gara e dei lavori. Sappiamo che ci sono state difficoltà oggettive, ma conosciamo il travagliato percorso di questo restauro. A partire dal faraonico progetto iniziale contro cui ci siamo battuti noi e diverse associazioni cittadine, riuscendo a riportarlo in un alveo di ragionevolezza. Adesso, però, occorre capire dov’è che la macchina si è inceppata e di chi sono le responsabilità”.

Post correlati

Bookmark and Share

Tags: , , Scritto in home, immobiliare | Commenti disabilitati

Comments are closed.