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A Sciacca sino a domenica in rassegna la produzione 2009 di 37 aziende con 100 giornailsti da tutto il mondo

Parte “Sicilia en primeur”, in mostra la “cartolina liquida” della Sicilia

5 marzo 2010  Antonio Schembri
 vignetiEntra nel vivo da stamane Sicilia en Primeur, l’evento internazionale organizzato da Assovini Sicilia per scoprire in anteprima le novità della produzione enologica dell’Isola. Anche quest’anno la manifestazione che rappresenta il prologo al Vinitaly di Verona, giunta alla sua settima edizione, si ripropone con la sua connotazione itinerante, facendo base, fino al 7 marzo, nella provincia di Agrigento, territorio dallo straordinario patrimonio naturalistico e culturale e dalla antiche tradizioni vitivinicole.

Punto di confluenza e cornice della kermesse sarà Sciacca, e, in particolare, il “Verdura Golf & Spa Resort”, l’hotel di charme del gruppo Rocco Forte, inaugurato la scorsa estate e riaperto da qualche giorno anche per accogliere i partecipanti all’evento: un ricco parterre, che raccoglie i rappresentanti di 37 aziende socie di Assovini e poco meno di 100 giornalisti provenienti da 4 continenti.

Saranno proprio i rappresentanti della stampa a dare il via oggi alle degustazioni previste nei tour presso i principali territori di produzione.

A questo tradizionale primo step della manifestazione, che darà modo di conoscere territori dalla composite caratteristiche pedoclimatiche e ricchi di differenti proposte enologiche (dai vigneti vicini al mare ai filari lungo le pendici dell’Etna, alcuni impiantati a 1.000 metri d’altitudine), ne seguiranno diversi altri, innovativi rispetto alle passate edizioni. “Una novità di Sicilia en Primeur di quest’anno sarà per esempio la possibilità di degustare un numero maggiore di vini, perché oltre alla valutazione “alla cieca” della vendemmia 2009 ne verranno presentati molti che entreranno in commercio nel corso di quest’anno”, spiega il presidente di Assovini Sicilia Diego Planeta.

Una strappo alla tradizione è previsto anche per la giornata di domani, giorno della degustazione ufficiale al Verdura Resort.

A differenza della precedenti edizioni, infatti, questa non si concluderà con il “rating” ufficiale emanato da una giuria internazionale di enologi. Una valutazione complessiva verrà invece data dagli stessi rappresentanti della stampa specializzata. 

     Domenica, invece, giornata finale della kermesse, Sicilia en Primeur si sposterà (sempre a Sciacca) nell’ex convento di San Francesco, dove è prevista la conferenza di Attilio Scienza, uno dei massimi esponenti della ricerca enologica a livello mondiale, sulla vendemmia 2009 e le prospettive della viticoltura siciliana negli anni 2000, e il dibattito sul vino dell’Isola nel mercato globale.

     Anche quest’anno, sommelliers e produttori concordano sulle potenzialità di sviluppo del sistema vitivinicolo siciliano, distintosi anche nell’ultima vendemmia per una produzione ulteriormente migliorata sotto il profilo della qualità. Un trend che si traduce in incrementi di fatturato. Quello della Sicilia del vino, infatti, è balzato dai 150 milioni di euro di pochi anni fa, fino al quasi miliardo di euro di oggi. Una crescita sottolineata, del resto, dall’ Economist, che in un articolo dello scorso giugno indicava i vini di Sicilia come l’unica eccezione positiva nel disastrato scenario economico del Mezzogiorno italiano.

     “Il vino è una vera e propria “cartolina liquida” della Sicilia all’estero”, dice Dario Cartabellotta, direttore dell’Istituto regionale Vite e Vino. La qualità della produzione siciliana “è un patrimonio che va salvaguardato e incrementato, ma, sottolinea, non è certo con una Doc Sicilia istituita per decreto che si ottengono questi risultati. Si deve invece continuare a seguire la strada della salvaguardia delle diversità che distinguono il nostro territorio”.

La competizione è fortissima, ma, secondo Diego Planeta, “si cominciano a notare segnali di cambiamento che stanno volgendo a favore delle nostre cantine. Si pensi, ad esempio, alla produzione vinicola dell’Australia che nel giro di un anno ha perso il 30% in termini di competitività”.

Le giacenze della produzione vinicola siciliana, insomma, si stanno riducendo: “il peggio è passato”, sostiene Planeta. Tocca invece resistere e puntare su nuovi investimenti, anche con il sostegno dei fondi comunitari, per incrementare i volumi di prodotto confezionato”. Nota tradizionalmente dolente, quest’ultima: ancora non più del 20% del vino prodotto in Sicilia finisce, e viene commercializzato, in bottiglia.   

                                                                                        Antonio Schembri

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