Il sole di Sicilia accende l’auto elettrica

 La Sicilia come rampa di lancio per la produzione e la diffusione di veicoli a auto elettricaimpatto ambientale zero. Tutt’altro che un progetto futuribile. Nel territorio regionale infatti un’azienda specializzata nella produzione di microvetture elettriche funziona già, e non da poco tempo. Si tratta delle Effedì Automotive, che nei suoi stabilimenti di Carini e Isola delle Femmine dal 2001 ha affiancato alla fabbricazione di veicoli commerciali anche lo sviluppo di un progetto innovativo, quello della  “M Maranello made in red”, quadriciclo leggero alimentato da 8 batterie che garantiscono un’autonomia di 80 chilometri. Un progetto, frutto del lavoro di 70 persone, che negli ultimi anni ha dovuto però subire un lungo stop a causa della crisi nera che attanaglia il settore automobilistico e che, pur essendo presente nei mercati europei più sensibili all’uso delle vetturine elettriche, fatica a reggere la concorrenza dei prodotti francesi, indiani e dell’estremo oriente.

Risalire la china adesso è  possibile grazie al sole siciliano. Cioè affiancando la produzione di vetture elettriche alla diffusione nel territorio di tettoie fotovoltaiche, alle quali collegare le indispensabili colonnine di ricarica. Un obiettivo che Effedì punta a realizzare in collaborazione con Siciliana Energia, gruppo palermitano attivo nel settore fotovoltaico. Ambito dell’iniziativa è il progetto “Io zero: emissioni, consumi, rumore”, che prevede l’installazione di pannelli solari in diverse zone dei centri urbani siciliani, a cominciare però dalla case delle singole famiglie. Una sinergia che però potrà funzionare sensibilizzando il governo regionale e quello nazionale sull’urgenza di sostenere la diffusione di mezzi di trasporto che non inquinano mediante contributi ad hoc. È questo l’appello lanciato martedì scorso dalle due aziende a Palazzo d’Orleans dove l’elegante vetturina, omologata come quadriciclo elettrico leggero,  è stata presentata in un incontro con la stampa al quale ha preso parte anche il presidente della regione Raffaele Lombardo .  

 “La  M Maranello è un mezzo di trasporto con cui è possibile minimizzare i costi e l’impatto ambientale. Il consumo di elettricità è infatti di soli tre euro per ogni 60 Km se la ricarica delle batterie è completa”, spiega Carlo D’Angelo,  presidente della Effedì. “L’uso di una vettura elettrica consente alle famiglie di abbattere completamente il costo del carburante della ormai immancabile “seconda auto”, che in genere è la più piccola, e viene utilizzata quasi esclusivamente per coprire percorsi cittadini, spesso nelle ore di punta”, spiega. Il risparmio netto nel budget familiare è stato calcolato in circa 150 euro al mese, ma una maggiore diffusione di questi veicoli consentirebbe in breve tempo di diminuire sensibilmente l’immissione in atmosfera di polveri sottili e di anidride carbonica e di risparmiare le enormi quantità d’acqua indispensabili per produrre e trasportare il carburante”.

Accattivanti anche le caratteristiche costruttive della vettura: il telaio in tubolari in acciaio inox indeformabili, la scocca è in RTM, ossia una vetroresina lavorata con la tecnologia a iniezione, che risulta 10 volte più resistente rispetto alla resina lavorata con gli stampi e la trazione cardanica, che assicura alla macchina migliori prestazioni. Non certo la velocità finale, di circa 45-50 km/h ma in termini di assoluta silenziosità. E poi il design dagli angoli morbidi, le partire e che si aprono controvento come le più vecchie Fiat 500 e gli spazi interni, con 2 comodi posti e un bagagliaio da 800 litri. La vettura si può guidare già all’età di 14 anni (con patentino) e non paga i parcheggi, né il bollo (per 5 anni).

Ultimamente siamo riusciti a venderne circa un centinaio in Europa, soprattutto in Francia, Inghilterra e la Norvegia dice D’Angelo. Numeri esigui, legati a un prezzo al dettaglio che, sebbene si stia parlando di un veicolo con caratteristiche costruttive di qualità maggiore rispetto ai quadricicli leggeri prodotti altrove, risulta eccessivo: non è infatti inferiore ai 13.500/ 14mila euro, importo a cui va aggiunta l’ Iva. È indubbio che con un prezzo del genere le possibilità di conquistare quote di mercato rispetto alla concorrenza sono poche”. Il rilancio di questa produzione interamente siciliana passa quindi necessariamente dagli aiuti pubblici.

Una soluzione, riprende D’Angelo, “sarebbe intervenire sull’Iva, per esempio dimezzandone l’aliquota. Ma perché non anche un contributo del 30 o del 40% del valore del quadriciclo per consentirne l’acquisto anche alle famiglie meno abbienti? Si tratterebbe di un contributo recuperabile con un credito d’imposta”.

Non soltanto, insomma, incentivi governativi alle rottamazioni delle inquinanti automobili endotermiche, perché per ridurre le immissioni di polveri sottili e di Co2 in atmosfera, e risparmiare le enormi quantità d’acqua necessarie alla produzione e al trasporto dei carburanti tradizionali, questi provvedimenti non bastano più. Per sostenere il progetto la Effedì investi nel 2000 7milioni di euro, di cui 3 erogati dal mistero della ricerca scientifica. “Adesso però non possiamo continuare a investire denaro senza che lo Stato si impegni davvero a avvicinare i cittadini a questo genere di consumo, più ecologico e responsabile, dice Marco Gelsomino, responsabile commerciale dell’azienda. Del resto parlare di mobilità sostenibile ha senso se è lo stesso prezzo a essere sostenibile. Il mercato del resto presenta molte potenzialità di sviluppo, in tutti i paesi industrializzati. Per portare la produzione a 3mila vetture all’anno servirebbe un investimento di almeno 20milioni di euro”.   

Antonio Schembri 

Autore: Antonio Schembri

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