Fiat, Gianni Rinaldini (segretario nazionale Fiom-Cgil): “Pronti a qualsiasi forma di lotta per difendere la fabbrica siciliana”

“Lo stabilimento Fiat di Termini Imerese non può chiudere. Se Marchionne e la Fiat insisteranno su questa linea insensata ed arrogante lo scontro sociale diventerà più duro ed il sindacato intraprenderà tutte le forme di lotta possibili per difendere la fabbrica”. Lo ha detto questa mattina Gianni Rinaldini, segretario nazionale della Fiom-Cgil, partecipando al sit-in di protesta organizzato davanti ai cancelli dello stabilimento siciliano nel corso dello sciopero nazionale del gruppo proclamato dalle organizzazioni di categoria.

“L’Italia è l’unico paese europeo industrializzato che importa ogni anno milioni di auto – ha aggiunto l’esponente sindacale – perché ne costruisce meno di quante ne richieda il mercato. Quindi, è falso che ci sia una sovracapacità produttiva. Così come sono un’invenzione i costi aggiuntivi a Termini Imerese. Lo dimostra il fatto che l’amministratore delegato, fino a pochi mesi fa, ne prevedeva il rilancio. Adesso, invece, sostiene che sia improduttiva. La verità è che dopo l’accordo con la Chrysler ha deciso di chiuderla perché ha in mente un’operazione che permetta di sganciare il settore auto dal gruppo e spostare il business negli Stati Uniti”.

“Il governo, fino ad ora, ha dimostrato un’assoluta sudditanza alla casa automobilistica e ha garantito, come i governi precedenti, il monopolio del settore alla Fiat – continua Rinaldini – Adesso, deve concedere ecoincentivi solo se ci saranno garanzie sull’occupazione”.

In merito a possibili alternative per lo stabilimento siciliano, Rinaldini ha precisato: “A Termini Imerese si producono automobili. Fiat e governo sappiano che non siamo disponibili a valutare ipotesi di trasformazione in supermercati Auchan, centri commerciali Ikea o studi cinematografici. Al tavolo convocato al ministero venerdì prossimo discuteremo solo proposte che riguardino lo sviluppo industriale nel settore automobilistico”.  

Autore: Economia Sicilia

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