Piano straordinario” del governo contro la criminalità

Il piano di contrasto alle mafie varato oggi dal Consiglio dei Ministri, che si articola in 10 punti, contiene cdmanche “un codice delle leggi anti mafia”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nel corso della conferenza stampa dopo il Cdm. “Il Codice delle leggi antimafia contiene anche un elenco delle leggi che dal 2001 sono state approvate come misure di lotta alla mafia e che assumeranno una veste assolutamente utile per tutte le forze dell`ordine e la magistratura per favorire una maggiore attivita’ di contrasto.  15 agosto scorso – ha aggiunto – durante il comitato nazionale per la sicurezza pubblica, abbiamo illustrato i risultati del governo nell’attivita’ di contrasto alla criminalita’ che erano molto positivi e abbiamo annunciato l’intenzione di presentare entro gennaio un piano straordinario lotta alla mafia. Da allora abbiamo lavorato e messo a punto il piano che oggi presentiamo. E’ stato fatto un grande lavoro per riassettare gli impianti legislativi che sono misure di ausilio a chi combatte la mafia”. “Abbiamo discusso a fondo e abbiamo visto che per battere la mafia bisogna aggredire i patrimoni. Faremo di questo il centro della nostra azione per il contrasto alla mafia”, ha aggiunto poi Berlusconi che, a chi dice che con la vendita dei beni mafiosi c’e’ il rischio che gli stessi mafiosi li possano ricomprare, ha detto: “li sequestreremo un’altra volta”.

     Dall’agenzia per la gestione dei beni confiscati al testo unico che raccoglie tutte le norme contro la criminalita’ organizzata, dagli interventi a favore delle vittime del racket alla prima ‘mappa’ informatica del crimine. Non sono poche le novita’ contenute nel “Piano straordinario contro le mafie”, varato oggi dal Consiglio dei Ministri che si e’ riunito a Reggio Calabria.

L’Agenzia, che avra’ sede proprio nel capoluogo calabrese, avra’ vari compiti, tra i quali il censimento dei beni sequestrati e confiscati alla criminalita’ organizzata, oltre all’amministrazione, la custodia e la destinazione. Il provvedimento del Governo raccoglie in un testo unico le principali leggi antimafia emanati dal 1965 ad oggi, tra cui la Rognoni-La Torre e il decreto dell’estate ’92 convertito in legge dopo l’attentato di via D’Amelio.

     Il pacchetto di misure prevede poi l’estensione a tutto il territorio nazionale del “modello Caserta”, ovvero il “Desk interforze” che prevede a livello provinciale un tavolo Dda – forze di polizia – Dia per integrare le informazioni ed individuare i patrimoni da colpire. Inoltre sara’ modificata la disciplina per l’applicazione delle misure di prevenzione patrimoniali, attraverso una procedura accelerata per il procedimento in appello, l’estensione dell’utilizzo immediato dei beni mobili registrati a tutti i beni mobili. Prevista anche l’estensione delle verifiche della Guardia di Finanza ai soggetti indiziati di gravi reati di mafia e alla complessiva posizione economica e patrimoniale (oggi solo fiscale e nei confronti degli indiziati di “416 bis”).

  Le nuove norme potenziano l’azione della Direzione Investigativa Antimafia attraverso l’attribuzione di una “missione prioritaria” di aggressione delle ricchezze mafiose attraverso le investigazioni preventive, i sequestri dei patrimoni illeciti ed il controllo degli appalti pubblici. Alla Direzione Distrettuale Antimafia sara’ attribuita la competenza per il reato di traffico illecito organizzato di rifiuti. Saranno estese anche le operazioni “sottocopertura” delle forze di polizia al reato di traffico illecito di rifiuti.

     Verra’ costituito un desk interforze finalizzato allo scambio informativo per il contrasto all’ecomafia, composto da rappresentanti delle forze di polizia, del corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera e del ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

Un altro obiettivo del pacchetto varato oggi dal Governo e’ “rafforzare la qualita’ degli interventi in favore delle vittime del racket e dell’usura attraverso una gestione omogenea e coordinata sul territorio nazionale degli interventi stessi”. Le nuove norme varate dal Cdm prevedono la realizzazione, a livello nazionale, di una mappa della criminalita’ organizzata di tipo mafioso attraverso un sistema informatico denominato “sistema MA.CR.O”, che sara’ interconnesso con il sistema denominato SI.D.N.A. In MA.CR.O. Saranno inserite le informazioni provenienti dai gruppi provinciali composti da investigatori della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza e dai responsabili degli Istituti di pena.

  Nel Piano del Governo anche l'”ottimizzazione delle procedure di rilascio delle certificazioni antimafia”, oltre all’estensione a tutto il territorio nazionale della “tracciabilita’” dei flussi finanziari, gia’ prevista per la ricostruzione in Abruzzo e per l’Expo 2015 di Milano. Saranno inasprite le pene per il reato di turbata liberta’ degli incanti, e verra’ promosso il ricorso alla stazione unica appaltante “per assicurare trasparenza, regolarita’ e economicita’ nella gestione dei contratti pubblici”, oltre all’incentivazione degli accessi ai cantieri.

     Le “best practice” italiane sul piano della lotta alla criminalita’ organizzata saranno presentate in sede Ue, con l’obiettivo di ottenere il riconoscimento dell’esecuzione dei sequestri dei beni in tutti i Paesi dell’Unione Europea, l’armonizzazione della normativa europea sul sequestro preventivo dei patrimoni dei mafiosi anche al di fuori dell’azione penale.

     Infine, il Piano dell’esecutivo prevede l’estensione delle operazioni “sottocopertura” delle forze di polizia ai reati di estorsione, usura e a tutti i reati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, oltre alla limitazione a 6 mesi, in caso di ricorso al giudice amministrativo, della sospensiva della revoca del programma di protezione nei confronti di collaboratori di giustizia, e all’intensificazione dell’utilizzo della videoconferenza per l’esame dei collaboratori e dei testimoni di giustizia (per motivi di sicurezza e per contenere l’impiego delle forze dell’ordine). (ITALPRESS)

Autore: Economia Sicilia

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