Agrigento vanta un credito di 4 mln verso il ministero di Grazia e Giustizia

Quattro milioni di euro sono i crediti vantati dal Comune di Agrigento nei confronti marzodel ministero della Giustizia. Ad ammetterlo per primo è l’assessore comunale al Bilancio, Giovani Volpe: “A metterci in ginocchio è una crisi di liquidità” afferma. A venir meno ai propri obblighi sono “i  maggiori erogatori di ossigeno per le casse comunali, che poi sono anche quelli che ci hanno costretto ad anticipare somme ingenti: come l’ATO e il ministero della Giustizia”.

Nel primo caso, anni addietro il Comune ha dovuto anticipare 10 milioni di euro, che “cominciano a tornare indietro con il contagocce” dice Volpe; mentre nel secondo caso l’amministrazione comunale è obbligata da una legge dello Stato, che ordina ad ogni Comune in cui sono ubicati Uffici giudiziari a provvedere alle spese dei locali ( 24  aprile 1941 n. 392). Nel mese di giugno, a fine semestre, i Comuni inviano al ministero la rendicontazione per il rimborso delle spese sostenute nell’anno precedente. Le somme dovrebbero essere corrisposte nel successivo mese di settembre. “Il Comune fa la rendicontazione da diversi anni – chiarisce Volpe – ma ultimamente si sono accumulati dei crediti pregressi. Il ministero ha ripreso a pagare, ma con una certa lentezza. Abbiamo uno stock di debito arretrato, ma è procedura normale; probabilmente negli anni questi debiti sono aumentati per i ritardi di rimborso. E’ un problema di tutti i Comuni in cui c’è un ufficio giudiziario, non soltanto il nostro”. A fare il conto delle cifre a sei zero è stata una verifica negli uffici finanziari del Comune avviata nei giorni scorsi dal consigliere comunale Giuseppe De Francisci, Capogruppo del Movimento Per L’Autonomia, che ha anche al tal riguardo presentato un Atto ispettivo al sindaco.

Il quadro che emerge non è confortante: “Per il 2007, a fronte di una spesa di circa duemilioni di euro, il Ministero di Giustizia ha erogato 925 mila euro; lo stesso è avvenuto nel 2008. Nel 2009 addirittura non è pervenuto un euro da Roma. Di conseguenza, vantiamo un debito nei confronti del ministero di Angelino Alfano una somma di circa 4  milioni di euro, in tre anni. Chiederò al sindaco, invece di fare sterili comunicati riguardanti pseudo-rinunzie di incarichi di partito,  quali atti conseguenti sono stati adottati al mancato saldo di queste somme, e quali azioni giudiziarie sono state avviate per il recupero del credito” preannuncia De Francisci, che attende un chiarimento in Consiglio comunale. “Se il ministro, che è vicino al nostro sindaco Zambuto o viceversa,  è davvero attento ai problemi della città, come dice, bisogna che si adoperi perché il ministero eroghi al più presto quanto dovuto: quattro milioni potrebbero cambiare volto ad alcuni dei quartieri più degradati della città”. “Ritengo poi di fondamentale importanza, che il Sindaco Zambuto, se ne ha il “coraggio”, prenda seri e concreti provvedimenti per il recupero delle somme, anche coattivamente se è necessario”. “Poi per quando riguarda l’Assessore al Bilancio c’è da stendere un velo pietoso: praticamente inesistente; ho solo sentito dichiarazioni di presa d’atto dello stato dei fatti, e non ho visto nessun Atto d’indirizzo serio e concreto che potesse dare un reale cambiamento di marcia della pietosa situazione debitoria del Comune”.

“Abbiamo una corrispondenza con il ministero – sostiene Volpe – sollecitiamo, ma la crisi di liquidità non la scontiamo soltanto noi. Negli anni passati, ai tempi delle vacche grasse, erogava le somme più celermente e i Comuni potevano anche anticipare, perchè avevano liquidità corrente. Lo stesso è accaduto con gli ATO: il meccanismo si è inceppato e non funziona. Si parla di riformare il sistema. Ma intanto le anticipazioni regionali non bastano e comunque hanno un limite, che è proporzionale al bilancio. Tutto ciò ci ha obbligato a una politica di rigore. Non avere liquidità comporta che tardiamo a pagare i fornitori, e non possiamo portare avanti iniziative di una certa rilevanza. Da due anni la situazione sta migliorando, ma non siamo ancora prossimi alla soluzione del problema. Occorre qualche anno ancora di austerità e di gestione oculata per uscire da questa crisi di liquidità”.

Anna Maria Scicolone

Autore: Economia Sicilia

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