Tra la “Rossa” e la “Riberella scoppia la guerra delle arance

”Arance “tarocco” o “taroccate”? E’ scoppiato il putiferio a Ribera, dopo manifestola messa in onda, il 14 gennaio, del servizio di “Strisca la notizia” sulle arance siciliane. Questi i fatti: il presidente del Consorzio Arancia Rossa, è stato intervistato dagli inviati di “Striscia” e, nel presentare l’arancia rossa, ha spacciato per “taroccata” l’arancia caratterizzata dall’ombelico e cioè quella di Ribera. Il Consorzio di tutela dell’arancia Ribera di Sicilia “Riberella”, insieme ai 14 sindaci del comprensorio dell’arancia, hanno preannunciato che adiranno le vie legali. Il presidente del Consorzio di “concorrenza”, quello appunto per la tutela dell’Arancia “Riberella”, Giuseppe Pasciuta, ha subito inviato una lunga nota alla redazione di “Striscia”, contestando che sia stata mostrata come “taroccata” l’arancia Dop, a  denominazione di origine protetta, qual è stata riconosciuta proprio l’ “arancia di Ribera”. “Nel corso della puntata – racconta lo stesso Pasciuta –  Scuderi ha evidenziato le differenze tra l’arancia rossa di Sicilia e quella definita “taroccata”, giocando graziosamente con il doppio significato della parola “Tarocco”, che indica, al contempo, sia una particolare varietà di arancia siciliana che l’atto di falsificare o contraffare una cosa, nella fattispecie l’atto di vendere un’arancia per un’altra. Forse per leggerezza o nell’enfasi di apparire nel Tg satirico più famoso d’Italia, ha spacciato per “taroccata” la nostra arancia, che per le sue caratteristiche rientra tra quelle dop, è bionda ed ha il caratteristico ombelico”.  Il messaggio trasmesso, per Pasciuta, è stato “palesemente denigratorio, poiché arriva proprio nel momento in cui questa arancia va affermandosi nei mercati nazionali ed internazionali, grazie anche al riconoscimento Dop, unico agrume in Europa che ha raggiunto questo obiettivo”. Pasciuta conclude amareggiato sostenendo che “purtroppo, in Sicilia, si continua a fare la guerra tra i poveri agricoltori”. In pochi giorni la vicenda ha assunto una connotazione anche politica, perché tre assessori provinciali di Agrigento, Carmelo Pace, Mariano Ragusa e Sergio Indelicato, hanno chiesto a “Striscia” la rettifica, per il grave danno sunbito dall’immagine del prodotto, identificato come “taroccato” per via del suo caratteristico “ombelico”. “Insieme al presidente della Provincia Eugenio D’Orsi ci associamo a quanto già detto, sullo stesso argomento dal presidente del Consorzio di tutela dell’arancia Ribera di Sicilia Giuseppe Pasciuta. L’ombelico dimostra l’originalità e la genuinità del prodotto. Di certo non un segno che indichi un’arancia di scarsa qualità». Gli assessori chiederanno degli incontri con l’assessore regionale all’Agricoltura, per fare in modo che da un episodio negativo possa partire una campagna di promozione dell’arancia di Sicilia Dop, in grado di rimediare al danno. 

Anna Maria Scicolone 

Autore: Economia Sicilia

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