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In questa intervista esclusiva a www.economiasicilia.com il numero uno del fondo chiuso Cape annuncia l’inizio del progetto a prescindere dalle vicende Fiat. Stipulato un accordo di massima con l’indiana Reva. Prime autovetture seconda metà 2011

Auto elettrica siciliana, ad aprile si comincia con le infrastrutture

22 gennaio 2010  Andrea Naselli

cimino“L’auto elettrica in Sicilia si produrrà a prescindere di come andranno le cose con Fiat per lo stabilimento di Termini Imerese”. Parola di Simone Cimino numero uno di Cape che proprio in questi giorni sta mettendo a punto una prima bozza di intesa con la casa automobilistica indiana Reva che già produce auto elettriche e  che le commercializza anche in Europa. L’operazione con gli indiani presupporrebbe il coinvolgimento del fondo chiuso Cape Regione siciliana con cui i vertici di Reva dovrebbero, secondo questo accordo preliminare, realizzare un paio di società per la realizzazione di uno stabilimento di produzione di auto elettriche in Sicilia e una società per i servizi. Al finanziere originario di Porto Empedocle che tra i propri partners di prestigio conta i francesi della Natexis e che recentemente ha, dopo Cape Cina, confermando l’interesse del proprio gruppo finanziario per il mercato asiatico, fondato anche Cape India, abbiamo chiesto, in questa intervista esclusiva per www.economiasicilia.com, qualcosa circa i tempi di realizzazione di questo accordo con gli indiani.

“Noi contiamo, e questo anche per evidenziare che il nostro progetto, che coinvolge sia Reva che Cape Regione Siciliana, andrà avanti indipendentemente da come andrà a finire la vicenda di Termini Imerese, di procedere con la prima fase entro la fine del prossimo aprile”.

In che cosa consiste questa prima fase?

“Quando si parla di auto elettrica il primo scoglio da affrontare è quello della distribuzione. Ebbene, a partire dalla Sicilia, vogliamo cominciare ad affrontare il problema della distribuzione sul territorio delle stazioni di rifornimento delle auto elettriche. Vogliamo capire quante ne occorrano per cominciare, quale potrà essere la modalità di insediamento nelle aree urbane e tutti gli aspetti commerciali connessi. Pensiamo che sia interessante coniugare le stazioni di rifornimento con il fotovoltaico”.

Confermate l’insediamento di Termini Imerese indipendentemente dallo stabilimento Fiat?

“Certamente, anche perché è importante poter contare su maestranze già formate e sia quelle impiegate in Fiat che nell’indotto fanno al caso nostro”.

Esiste già  una bozza di piano industriale per la produzione di auto elettriche in Sicilia?

“In Sicilia il parco automobili circolanti  è di 3 milioni di unità e ogni anno se ne immatricolano circa 100 mila. Entro il 2020, secondo autorevoli previsioni, l’auto elettrica potrà avere in Europa una quota stimata tra l’8 ed il 10%. Possiamo anticipare che il lotto minimo di produzione previsto da Reva è di 30 mila auto l’anno. Con questa produzione si occuperebbero 400 addetti. Ma il progetto va ben oltre. A regime gli occupati potrebbero essere anche di più di quelli attualmente occupati a Termini con il sistema Fiat”.

Per la realizzazione di questo progetto puntate ai 400 milioni che Regione e Stato insieme hanno stanziato per il rilancio dello stabilimento Fiat?

“Il nostro investimento ha una validità a prescindere dall’intervento pubblico. Ma pensiamo che la destinazione di queste risorse non sia targata Fiat ma si riferisca a chiunque intenda fare investimenti nel settore della produzione e della ricerca. Quindi se i nostri progetti saranno ritenuti validi avranno anch’essi diritto di accesso, come altri investimenti che si stanno realizzando attualmente, alle risorse pubbliche, regionali, statali o comunitarie che siano”.

Quando pensa che potrà  essere avviata la produzione?

“Entro la seconda metà del 2011”

Quali capitali occorreranno per questo investimento?

“Non è possibile stabilirlo in partenza con assoluta precisione. Tutto sta a come e con quale velocità si evolverà il mercato delle auto elettriche nei prossimi anni. Per affrontare la fase iniziale pensiamo di disporre delle risorse necessarie. Se poi l’investimento dovesse subire una accelerazione si vedrà. Il fondo Cape Regione siciliana in questa operazione, come da statuto, può investire al massimo 10 milioni di euro”.

A quale prezzo potrebbe essere venduta l’auto elettrica prodotta in sicilia?

“Anche su questo vi sono al momento diverse variabili di cui tener conto. In Cina viene venduta a 3 mila euro, in India a 7 mila, in area Ue mediamente a 25 mila. Noi pensiamo che si possa star sotto dei 20 mila euro”.

Andrea Naselli

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