Confidi, sono già 8 gli intermediari finanziari italiani

La rivoluzione del sistema del credito italiano è ancora agli inizi ma già in Banca d’Italia si sono fatte vive le avanguardie. Per il momento sono solo otto i confidi che che hanno già ottenuto l’autorizzazione di Via Nazionale a trasformarsi in intermediari finanziari sulla base di quanto prescrive l’articolo 107del Tub (Testo Unico Bancario). Ma tra qualche mese potrebbero diventare molti di più. Almeno una quarantina, secondo le prime indiscrezioni. Tra i consorzi fidi attualmente autorizzati con l’articolo 107 almeno per il momento non si trova nessun confidi del Sud Italia. Appartengono infatti all’area del Centro-Nord i confidi autorizzati ad operare come banche: Artinfidi Lombardia, Artigiancredito Toscano, Cofidi Veneziano, Confartigianato Fidi Piemonte, Confidi Cna Venezia, Confidimprese Fvg (Friuli Venezia Giulia), Fidisardegna, Sviluppo Artigiano. Tra i confidi ritenuti in dirittura d’arrivo vi è Unifidi Imprese Sicilia, Artigianfidi Varese e Unifidi Emilia-Romagna. Ma altre strutture siciliane, secondo alcune indiscrezioni, hanno già presentato la richiesta per l’iscrizione all’albo degli intermediari oppure sarebbero in procinto di farlo. La posta in palio è altissima. Saranno queste strutture, infatti, a diventare gli interlocutori privilegiati delle banche, le quali, secondo le disposizioni bancarie, per tutte gli affidamenti alle imprese realizzate tramite i confidi dovranno accantonare a riserva appena il 6% del credito a fronte del 20% previsto in condizioni normali.

Una opzione che libererà notevoli risorse che le banche potranno destinare al finanziamento delle imprese. Un fatto che in tempi di restrizione creditizia non è cosa di poco conto. Per gli altri confidi, che resteranno iscritti all’albo previsto dall’articolo 106 del Tub resterà la normale operatività anche se le banche tenderanno a preferire i confidi intermediari. E’ probabile, quindi, che questo nuovo scenario spingerà molti confidi a un processo di concentrazione che, in Sicilia, anche se in parte avvenuto, non si è completato. Basti considerare che Eurofidi, il consorzio fidi più grande d’Italia, che è comunque piccolo rispetto ad altre realtà europee, ha garantito finanziamenti per 2,5 miliardi di euro mentre i confidi siciliani, che, contando solo quelli autorizzati dalla Regione, sono oltre 30, restano su una operatività media di poche decine di milioni di euro.

Andrea Naselli

Autore: Andrea Naselli

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