Regione Calabria no al ponte

La Regione Calabria ufficializza il proprio “no” al ponte sullo Stretto. Ad loiero1annunciarlo con poche,  secche parole il presidente Agazio Loiero. “La decisione -comunica Loiero- è stata presa dalla Giunta durante la riunione di oggi (ieri, ndr)”. Punto. Nessun’altra dichiarazione per spiegare le ragioni di un gesto così clamoroso, che crea una frattura insanabile con la Regione Sicilia, visto che il presidente Lombardo è sempre stato invece uno strenuo difensore del ponte tanto da arrivare, lui catanese doc, ad organizzare personalmente in passato una manifestazione pro ponte a Messina. Durante la riunione della Giunta guidata da Loiero si è parlato anche della realizzazione dell’infrastruttura, che dovrebbe costare 6 miliardi e 300 milioni di euro. La decisione finale è stata quella di cedere la propria quota azionaria della società Ponte sullo Stretto (il 12,25 per cento) e di ritirare dal consiglio di amministrazione Rodolfo De Dominicis, che fino ad oggi ha rappresentato l’amministrazione regionale calabrese. La decisione dell’esecutivo non è comunque del tutto inaspettata, visto che non più tardi di una decina di giorni fa l’assessore ai Trasporti Demetrio Naccari ha annunciato ufficialmente che la Regione Calabria avrebbe partecipato alla manifestazione contro il ponte che è stata organizzata per il 19 dicembre prossimo a Cannitello, nei pressi di Villa San Giovanni. Secondo gli annunci di Pietro Ciucci, che all’inizio di agosto di quest’anno è stato nominato commissario straordinario per riavviare le procedure per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina, il primo dei cantieri del ponte sarà avviato il 23 dicembre prossimo sulla sponda calabrese a Cannitello. Da qui la decisione di chi si oppone da anni alla realizzazione del ponte di organizzare una manifestazione proprio là dove dovrebbero partire i lavori. In realtà il progetto, che prevede lo spostamento di poco più di un chilometro e mezzo di rete ferroviaria, è finanziato dal Gruppo FS con una trentina di milioni di euro ed è collaterale all’eventuale costruzione della megastruttura. Chi non vuole il ponte sostiene che non ha senso parlare di avvio dei lavori perché mancano ancora sia i progetti definitivi che quelli esecutivi, ma Ciucci ha ribadito più volte che questi ultimi “saranno approvati una vota iniziati i lavori e che non si discosteranno dai progetti preliminari”.

Autore: Elisabetta Raffa

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