Banca Prossima taglia il traguardo di 1 miliardo di euro tra raccolta e finanziamenti

Banca Prossima, la banca del gruppo Intesa Sanpaolo esclusivamente passeradedicata al terzo settore,  fa i conti dei suoi primi 500 giorni. Sono 7.000 le realtà del terzo settore, laiche e religiose, che l’hanno scelta, per un totale di 1 miliardo di euro tra raccolta e finanziamenti accordati.

Grazie al contributo della sua banca specializzata, Intesa Sanpaolo sale a 52.000 clienti nonprofit e porta al 21% la propria quota di mercato nel terzo settore.  

Specialisti dell’Impresa Sociale. Soprattutto con l’offerta di finanziamenti progettati su misura per le loro esigenze, Banca Prossima attrae le Cooperative Sociali (che ammontano al 18% della clientela totale, mentre rappresentano solo il 3% delle ONP italiane). Tuttavia sale anche l’attività di raccolta, specialmente verso le grandi organizzazioni, come le Fondazioni (6% dei clienti, tre volte la media nazionale) e le maggiori realtà religiose: Diocesi (51, pari a una su cinque) Ordini e Congregazioni (quasi 200). E proprio dal mondo religioso è venuto il riconoscimento più significativo del 2009: il Prestito della Speranza della Cei, che ha scelto Banca Prossima come gestore del Fondo di Garanzia di 30 milioni di € che consentirà finanziamenti alle famiglie bisognose fino a 180 milioni.

La Banca ha erogato quasi un terzo dei finanziamenti nel Sud Italia e, grazie al Fondo di Solidarietà e Sviluppo previsto dal suo Statuto, ha concesso oltre 35 milioni di prestiti a soggetti fragili. La qualità del credito è al momento particolarmente buona.

“Banca Prossima è nata per supportare il terzo settore, ed in particolare le imprese sociali, nella produzione di Bene Comune”, dichiara Corrado Passera, Consigliere Delegato e CEO di Intesa Sanpaolo, “e in 18 mesi ha ulteriormente incrementato del 15% il numero complessivo di clienti nonprofit dei quali il nostro Gruppo è al servizio: sono oggi oltre 52.000. Lo fa con gli strumenti del credito, ma anche con operazioni mirate, che accelerano il percorso delle nonprofit italiane verso la professionalità che i tempi impongono. L’iniziativa di oggi è un passo per dare loro la capacità di raccogliere di più e meglio, coltivando il rapporto con i cittadini attraverso azioni efficaci e sostenibili nel tempo. Ne beneficia anche la trasparenza del donare”.  

I progetti di filiera. Oltre al quotidiano lavoro di filiale, Banca Prossima (con il Laboratorio Banca e Società di Intesa Sanpaolo) si sta impegnando in diversi progetti-rete nazionali che arricchiscono l’esperienza dei Consorzi PAN (già 350 asili nido in cooperativa sociale) e Al.Fa. dopo di noi (25 case famiglia per figli disabili) sperimentando soluzioni nuove in diversi ambiti del sociale italiano. 

E’ il caso dell’associazione Vo.B.I.S – Volontari Bancari per le Iniziative nel Sociale, prima organizzazione di volontariato bancario in Italia, che si è già messa al servizio delle famiglie in difficoltà che vogliono ripartire attraverso il Prestito della Speranza.

Nell’ambito dell’edilizia sociale, poi, Banca Prossima ha messo a punto un modello di finanza di progetto per sostenere operazioni di Autocostruzione, un tipo di intervento diffuso ancora pochissimo in Italia, che realizza alloggi a costi molto contenuti grazie al lavoro dei futuri proprietari, impegnati in cantiere durante il tempo libero. Nella fase sperimentale sono già stati realizzati due interventi per 4,5 milioni di €.

Infine, sul tema della Tossicodipendenza, la Banca è in procinto di lanciare un progetto insieme alle più importanti reti sociali del settore – per un totale di 300 comunità in tutta Italia, pari al 70% del totale nazionale – per adeguare le strutture di comunità alle esigenze terapeutiche delle nuove droghe.

Marco Morganti, Amministratore Delegato di Banca Prossima, commenta: “Banca Prossima lancia oggi qualcosa di totalmente nuovo. FRI – Fund Raising Innovation è un insieme di soluzioni a supporto delle attività di fund raising che include sia servizi bancari che accordi con partner specializzati in servizi come la consulenza strategica e operativa. Confermiamo così l’approccio collaborativo che ci vede progettare insieme alle nonprofit, coinvolgendo soggetti che apportano esperienze preziose, come oggi la SDA Bocconi”. 

Autore: Economia Sicilia

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