Nasce in Sicilia la Blue economy

La pesca come ambasciatrice di pace e di cooperazione tra i popoli. Ma anche attività centrale di un modello giovanni tumbiolo, presidente del distretto della pesca di mazara del vallodistrettuale ispirato ai principi della cosiddetta “blue economy”, la nuova filosofia della produzione e dei consumi che innova gli strumenti di sviluppo già messi in campo dalla “green economy”, attraverso metodi di sfruttamento delle risorse marine e costiere basati su criteri di responsabilità e ecocompatibilità. E’ la piattaforma su cui ha preso il via ieri (con i primi incontri a Palazzo d’Orleans) il VI Forum per il Mediterraneo, la tre giorni organizzata dal Distretto Produttivo della Pesca di Mazara del Vallo- Cosvap, in collaborazione con l’assessorato regionale alla Cooperazione, la Provincia Regionale di Trapani e i comuni di Mazara del Vallo e Campobello di Mazara.

La manifestazione, alla quale partecipano rappresentanti del mondo scientifico, imprenditoriale, istituzionale e dell’informazione sia siciliani che provenienti da una decina di paesi della sponda sud del Mediterraneo e dell’Africa occidentale, entra da stamane nel vivo.

Nella sala consiliare del comune di Mazara del Vallo, oggi i rappresentanti dei principali distretti siciliani del settore ittico e agroalimentare si confronteranno con quelli delle istituzioni dell’Isola e dell’Egitto (paese che sta già sperimentando insieme al Cosvap una collaborazione per la pesca in acque profonde nell’area marina antistante Alessandria). Tema centrale, le prospettive e le soluzioni da adottare per lo sviluppo delle filiere agroalimentari in Sicilia, in Italia e nel Mediterraneo.

Del progetto di distretto unico per i paesi rivieraschi del bacino e degli impegni per improntare questo modello di cooperazione ai principi della blue economy, si discuterà questo pomeriggio alla presenza di un nutrito parterre di personalità della politica siciliana e di paesi mediterranei. Nell’incontro si alterneranno, fra gli altri, i ministri della pesca libico e algerino, Aboubaker Al Mansouri e Smail Mimoune, il direttore generale del Dipartimento Pesca del governo di Malta, Andreina Fenech Farrugia e il vice ministro dell’agricoltura e della pesca egiziano Mohamed Fathy Osman.

Anche in questo sesto appuntamento del Forum (iniziativa sostenuta dalle Nazioni Unite), la prospettiva di un Distretto del Mediterraneo, identificato come una sorta di piano Marshall per risollevare la pesca dalla pesante crisi strutturale in cui versa, soprattutto in Sicilia (regione che rappresenta il 30% della produzione a livello nazionale) verrà presentata come soluzione indispensabile per salvaguardare le risorse e incrementare il settore ittico.

Un iter in cui gioca un ruolo primario l’Osservatorio della pesca, l’organo scientifico e istituzionale riconosciuto lo scorso anno dalla regione che mette insieme imprese, sindacati, banche e università di diverse nazioni mediterranee per spingere il sistema pesca verso le frontiere dell’innovazione e dell’internazionalizzazione. “Questo nuovo appuntamento, che chiude un anno di intensa attività, segna l’adesione dei paesi partecipanti a un modello basato su uno sguardo nuovo sui metodi per sfruttare le risorse esistenti senza depauperarle, dice Giovanni Tumbiolo, presidente del Cosvap. La Blue economy rappresenta il passaggio dalla sensibilizzazione a metodi di produzione sostenibile che ha fino a oggi caratterizzato la green economy, verso un sistema di responsabilità e di concreta partecipazione di tutti gli attori della pesca e dell’agroindustria del Mediterraneo a una produzione davvero rispettosa dell’ambiente e capace di valorizzare le risorse del territorio costiero”.

L’iter verso il Distretto unico, cui oltre al Cosvap sta dando impulso anche il ministro degli esteri di Malta Michael Frendo,  quest’anno ha fatto segnare diversi incontri bilaterali in cui sono state lanciate nuove proposte di cooperazione internazionale. Centrale quella presentata lo scorso agosto al governo della Libia, per avviare tra la Sicilia e il paese nordafricano sinergie finalizzate al razionale sfruttamento delle risorse ittiche nell’areale mediterraneo fra l’isola e la Repubblica di Jamairya. Un dialogo che punta soprattutto a formalizzare un’intesa sulla gestione delle acque della cosiddetta “zona protetta di pesca” libica, in modo che venga garantita alla marineria di Mazara del Vallo la possibilità di pescare in sicurezza.

Tra le ultime iniziative del distretto mazarese, l’avvio di una collaborazione scientifica ed economica con l’Angola. Con il paese africano, in particolare, è in discussione la possibilità di creare (nella città di Benguela, circa 400 chilometri a sud della capitale Luanda), un distretto peschereccio in cui possano attivarsi anche cantieri navali e impianti di acquacoltura e trasformazione del pescato. Obiettivo per il quale il Cosvap si impegna a fornire know-how e collaborazione.

Autore: Antonio Schembri

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