Mister applicativo alla conquista dell’America

taibiL’intenso dibattito aperto dalla provocatoria lettera del direttore generale della Luiss, Pier Luigi Celli, al figlio laureando (“lascia l’Italia, questo Paese non premia il merito), ha imposto una riflessione sull’inesorabile fuga di “cervelli” e sul futuro dei giovani. A conoscere meglio l’amara realtà della “perdita” di uno dei nostri migliori “cervelli”, ci aiuta l’agrigentino Giuseppe Taibi, ricercatore e imprenditore a Boston, che, attraverso la sua esperienza, offre spunti e suggerimenti ai giovani laureati che sentono di avere grandi capacità di impresa, ma anche agli imprenditori siciliani, e a chi amministra in questo nostro Paese.

Si è laureato nel ’95 all’Università di Palermo in Ingegneria elettronica, con una tesi sull´intelligenza artificiale. Ora è titolare di alcune aziende e il suo futuro è negli States.

In parole semplici, in che cosa consiste l’applicativo che lei ha inventato per l’iPhone?

“L’applicazione, o ‘app’, si chiama ‘GoLearn ‘ e consiste in una collezione di video girati da grandi professionisti dello skateboard di Santa Cruz che spiegano come effettuare certe acrobazie. Inoltre l’applicazione utilizza il Gps dell’iPhone per trovare su una mappa interattiva i posti perfetti per divertirsi con lo skate. La prima versione della applicazione è stata lanciata a dicembre 2008 e dopo pochi giorni è stata notata dalla Apple che l’ha ‘promossa’ in prima pagina su iTunes, il negozio virtuale delle applicazioni con più di 100 milioni di utenti registrati in tutto il mondo. Da quel momento l’applicazione è diventata la più scaricata in assoluto della categoria Sport. Oggi sono circa 100 mila gli utenti che hanno scaricato la mia applicazione. Tra pochi giorni lancerò la versione 2.0, che avrà nuove funzioni”.

In che modo l’università di Harvard ha scelto di avvalersi delle sue capacità?

“Inizialmente sono stato l’unico italiano che ha contribuito alla fondazione dell’International Council presso il Belfer Center per la Scienza e le Relazioni Internazionali di Harvard University, di cui fa parte anche il professor John Holdren, uno dei massimi esperti internazionali in materia di riscaldamento globale, ed attuale super-consulente del Presidente Obama. Sempre presso l’Harvard University sono anche docente di innovazione tecnologica applicata”.

– Si sente un “cervello” costretto ad espatriare?

“La mia decisione di andare a lavorare negli Stati Uniti è maturata da una analisi lucida dei pro e contro delle opportunità che ritenevo di avere in Italia rispetto a quelle che immaginavo di trovare negli Usa. Qui non è che ci siano le fontane di Coca Cola per strada, ma ho riscontrato maggiore spazio per le nuove idee, grandissima voglia di fare, sperimentare, puntare in alto, e perché no, sognare. Le grandi università’ come Harvard o il MIT incoraggiano gli studenti a perseguire progetti ambiziosi, a pensare ‘out of the box’ ed applicare nel mondo quello che si e’ imparato negli anni di duro studio. Ricordo che tra noi studenti di Ingegneria Elettronica a Palermo si scherzava dicendo che comunque saremmo finiti tutti a firmare progetti per villette, altro che alta tecnologia! Il rientro dei cervelli ha poco a che vedere con il singolo Ministero, è una questione di sistema paese, di classe dirigente. Semmai vorrei vedere da parte di tutti i settori della amministrazione pubblica degli sforzi per creare spazi di autonomia per gli italiani che hanno esperienze internazionali di alto profilo. Noi professionisti, docenti ed imprenditori italiani all’estero, siamo pronti a dare una mano”.

Ritorna spesso in Sicilia? Pensa che ormai il suo futuro sia negli States?

“Ritorno tutte le estati anche perché ho due splendide bambine che vorrei tanto si affezionassero alle cose belle della nostra terra. Il futuro è imperscrutabile, comunque credo che la mia permanenza negli States molto probabilmente continuerà ancora per un bel pezzo”.

Quali opportunità crede che abbia oggi una persona delle sue capacità nel nostro Paese?

“Dalla Sicilia siamo andati via dodicimila giovani dal profilo professionale medio-alto negli ultimi dieci anni. Non vedo segnali che indichino che il Paese sia cambiato in meglio rispetto a dieci anni fa. Non escludo che ci siano dei segnali positivi, ma sono ancora piuttosto deboli”.

Com’è nata l’idea di vendere l’olio di Montaperto?

“Al mio arrivo a Boston, mi resi immediatamente conto che gli oli disponibili nei supermercati non fossero all’altezza dell’ “olio di casa” di Montaperto. Così ho lanciato la sfida in famiglia ed abbiamo incominciato a sperimentare la produzione di olio extravergine di oliva monovarietale e biologico certificato. Lo esportiamo negli Stati Uniti dove è richiesto dai migliori ristoranti e gastronomie specializzate. Ho buone ragioni di credere che la mia esperienza sul fronte agroalimentare possa essere ripetuta da altri imprenditori che puntano sulla qualità e la trasparenza”.

Quale percezione c’è della Sicilia, tra i suoi amici americani?

“La Sicilia è vista come una terra magica e meta turistica affascinante ed ambita. Purtroppo la grande distanza e la carenza di voli diretti dagli Usa penalizzano fortemente la Sicilia e soprattutto Agrigento. Un altro grave ostacolo allo sviluppo del turismo siciliano è rappresentato dalla difficoltà di reperire informazioni affidabili via internet. Non c’è un portale del turismo adeguato alle esigenze dei viaggiatori moderni e di qualità: orari dei treni, autobus o traghetti che collegano i nostri centri turistici. Provi a trovare queste informazioni in inglese”

Quanti siciliani d’America ha conosciuto?

“Parecchi. Direi che alle volte mi pare di vivere in una specie di universo parallelo fatto di gente con nomi e cognomi della nostra terra. Magari non parlano più l’Italiano o forse l’hanno parlato solo i loro bisnonni, ma ricoprono ruoli di grande rilievo in tutti i settori della società americana. Uno tra tutti il giudice Antonin Scalia, giudice della corte suprema americana di chiara origine siciliana”.

Se un imprenditore siciliano si mettesse a sua disposizione, che cosa si sentirebbe di proporgli?

“Di dedicarsi ai settori come biotecnologie, agricoltura di qualità ed energie pulite, e di cercare sbocchi commerciali non solo in Italia ma anche e soprattutto all’estero, con particolare attenzione alla Cina e all’India”.

Quale futuro immagina per l’umanità? Le idee possono scuotere il mondo…

“Assolutamente vero. Non ci sarebbe il mondo senza le idee. La scienza ha fatto e continua a fare passi da gigante con ripercussioni enormi nella società. Spesso in positivo, ma non sempre. È indispensabile puntare a una cittadinanza e una classe dirigente consapevoli delle opportunità e dei rischi rappresentati dalle scoperte scientifiche, in costante evoluzione. Per esempio, trovo assurdo che in Italia si torni a proporre il nucleare, una tecnologia notoriamente obsoleta e insicura. I cittadini dovrebbero rigettare con fermezza simili proposte. Invece, a me pare che si presti troppa attenzione ai reality, al calcio, ai diversivi, forse proprio perché la gente non ha sufficienti opportunità per informarsi o, peggio, è disinformata sui veri rischi del nucleare. Oggi non ci sono più scuse, grazie ad Internet chiunque lo voglia può formarsi un’opinione su qualunque argomento a costo irrisorio. E allora invito tutti, ma proprio tutti, ad informarsi, a spegnere la televisione ed ad andare su Wikipedia, a discutere con i propri amici, in famiglia, perché la realtà diventa sempre più complessa ed è fondamentale imparare a formarsi una opinione consapevole basata sui fatti e non sulle favolette. Cogito, ergo sum.

Che cosa le manca di più della Sicilia, quando è in America?

“Il tramonto sulla Valle dei Templi, l’uliveto di Montaperto, e le schiticchiate in famiglia con gli amici. Prima di ripartire per Boston, faccio letteralmente incetta di quanti più libri di Camilleri riesca a trovare. Mi fa pesare meno il distacco con la mia terra, alla quale comunque rimango molto attaccato e che spero sempre di potere contribuire a migliorare”.

Sul suo sito http://www.giuseppetaibi.com/ è possibile scaricare il divertente video di presentazione sul sottofondo di “Je so pazzo” di Pino Daniele, mentre su http://www.oliotaibi.com/ si può leggere la “storia”dell’ olio d’oliva di Montaperto, promosso anche da un video pubblicato su youtube che propone un “Extra Virgin Olive Oil Tasting” con Alex Loud, esperto di Slow Food a Boston.

Anna Maria Scicolone

Autore: Economia Sicilia

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