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Sono 95 i comuni dell'isola gemellati. Di questi, 17 sono a Catania. si punta su questo istituto per attrarre turisti e rapporti commerciali

Sicilia dal gemellaggio facile per far turismo

17 novembre 2009  Alessandra Bonaccorsi

castiglioneI gemellaggi in Sicilia sono in tutto 95: nella sola provincia di Catania ce ne sono 17. Il numero più alto è costituito da quelli realizzati con la Francia che ne conta 26; segue la Spagna con 20;  con Malta 12; con la Grecia 11; e con la Germania, 9. Nell’intero Stivale, invece, pare che cresca l’interesse per i paesi dell’est, su tutti Polonia, Romania e Ungheria. E si registra un interesse crescente per la Croazia.

Ai gemellaggi poi, com’è ovvio che sia, vengono attribuite particolari aspettative.  A riguardo sono stati interpellati 390 comuni dell’Isola. Ma solo il 34% ha detto la sua: sono, infatti, 132 i sindaci che hanno risposto ad un apposito questionario formulato dall’Aiccre Sicilia (Associazione italiana del Consiglio dei Comuni e delle regioni d’Europa),  nel quale si chiedeva di conoscere se è stato già attivato un gemellaggio con città europee o seppure esiste la volontà di aderire a questo genere di iniziative.

Per il 34% quindi le aspettative sono le seguenti: per il 48% degli enti i gemellaggi sono utili per la promozione turistica e culturale del territorio; per il 20% per incentivare gli scambi culturali tra le scuole; per il 10% per il sostegno e l’incremento delle attività produttive locali. “Non era mai stata realizzata una mappatura dei gemellaggi in Sicilia -  sottolinea Fabio Roccuzzo, responsabile dei gemellaggi Aiccre – Quello che è stato effettuato è uno studio che, se aggiornato di anno in anno, renderà possibile un costante monitoraggio e al tempo stesso offrirà una serie di dati importanti per tutti quelli che lavorano in campo universitario sugli scambi culturali tra comuni di Stati diversi dell’Unione  europea”.

Dell’argomento si è discusso ampiamente nel capoluogo etneo durante un incontro presieduto dal presidente della Provincia nella doppia veste di presidente dell’Aiccre Sicilia, Giuseppe Castiglione, e al quale hanno preso parte il componente del direttivo regionale dell’Aiccre, Nello Musumeci; l’assessore alle Politiche sociali, Giuseppe Pagano, membro del direttivo nazionale; lo stesso Roccuzzo; il segretario amministrativo regionale Tano Rabito; il segretario nazionale aggiunto Aiccre, Emilio Verrengia. “Uno studio come quello attuato – ha sottolineato Castiglione – permette la conoscenza di realtà diverse. Non solo, ma uno scambio di questo tipo permette lo sviluppo dell’economia turistica a vantaggio delle comunità coinvolte”. Di “ringiovanire” l’associazione e aggiornare parte dello Statuto dell’Aiccre ha parlato Nello Musumeci aggiungendo che “abbiamo il dovere di allacciare rapporti con popolazioni di diverse etnie, lingue e tradizioni, che costituiscono il tessuto connettivo dell’Europa per ottenere, seppur nelle diversità,  obiettivi comuni”.

E Verrengia ha evidenziato che “è necessario continuare il percorso verso l’Europa che non è stato ancora completato soprattutto dal Sud della Penisola che non riesce ad approfittare dei finanziamenti erogati dalla Unione Europea in materia”.

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