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Zone franche. Primo ciack di rinascita a Gela
Esenzione dalle imposte sui redditi e dall’IRAP. Ma anche dall’ICI e dal
versamento dei contributi previdenziali. Sono le agevolazioni previste a partire dal 2010 per le micro e piccole imprese (fino a 50 dipendenti in organico) che nasceranno nelle 23 Zone Franche Urbane del centro sud, di cui 3 in Sicilia, a Catania, Gela ed Erice. Il disco verde dato l’altro ieri dal ministero per lo sviluppo economico allo scopo di rilanciare specifici quartieri o più vaste aree di specifiche realtà urbane, individuate sulla base di parametri di disagio sociale, economico e occupazionale, ma che, nel contempo, posseggono potenzialità di sviluppo ancora inespresse, avvia un regime di agevolazioni fiscali per un periodo complessivo di 14 anni: nei primi 5 anni le neo imprese di avvarranno di un’esenzione totale, che sarà limitata al 60% per il successivo quinquennio, e decrescerà da 40 al 20% negli ultimi 4 anni. Un regime speciale di incentivazione che per Gela rappresenta un primo importante step per costruire un riscatto sotto forma di rivitalizzazione socio economica. Nell’antica citta in provincia di Caltanissetta, oggi tra i più evidenti emblemi del disagio del Mezzogiorno, “l’avvio della ZFU è una risposta concreta all’esigenza di sviluppo e diversificazione dell’economia locale e si inserisce in una fase in cui si cominciano ad avviare circa 600 milioni di euro di investimenti per lavori di risanamento all’interno del petrolchimico”, ha subito sottolineato l’ex sindaco Rosario Crocetta, oggi europarlamentare del Partito Democratico.
I quartieri della città inclusi nella ZFU sono in tutto 7 (l’Area a sud del Museo Archeologico, Settefarine, Carrubazza, Mulino a Vento, Margi, Albani Roccella, la zona nord di San Giacomo e la zona a sud di Cantina Sociale), per una popolazione che sfiora i 24 mila abitanti (sui circa 80mila dell’intero abitato di Gela). “Tutte zone storicamente caratterizzate da problemi di marginalità e grosse carenze di servizi, ma nelle quali si registra nel contempo una presenza giovanile elevata, cosa, questa, che ci fa ben sperare”, dice Antonella Liotta, , direttore generale del comune.
Per sopperire alla diminuzione delle entrate nelle casse comunali, conseguente alla defiscalizzazione delle imprese, per il biennio 2009-2010 il ministero dello sviluppo economico ha attribuito al comune di Gela una dote di 5.718.855 euro. Somme che pongono la città nissena al quarto posto in Italia tra quelle che beneficeranno di questi finanziamenti diretti, il cui ammontare viene commisurato alla qualità dei progetti.
Finanziamenti che continueranno fino al 2011. Ma, sottolineano al comune, questa prima quota rappresenta solo un prologo. “Ciò che farà la differenza in ciascuna zona franca urbana, e in quella di Gela in particolare, saranno gli interventi sussidiari finalizzati alla riqualificazione. “La partita, continua Liotta, si giocherà sul piano degli interventi infrastrutturali, e, nel concreto, su quante risorse riusciremo a far destinare alla Zona franca di Gela, soprattutto mediante l’Asse 6 del Programma operativo regionale Sicilia FESR 2007 – 2013”.
Per queste aree, poi, sottolinea la dirigente “un altro aspetto da mettere sul tavolo è evitare quello che costituisce il rischio “fisiologico” legato all’avvio di una zona franca e cioè che, grazie agli incentivi, un’area della città si sviluppi a danno di un’altra”. Per questo, “chiediamo che vengano attivati strumenti di equilibrio. Uno di questi potrebbe essere l’estensione alle imprese allocate nel resto dell’area area urbana delle agevolazioni che la comunità europea riconosce (in forma di contributi “de minimis”) alle imprese già insediate nell’area franca prima del riconoscimento della stessa”.
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Tags: caltanissetta, catania, fesr, finanziamenti, por Scritto in evidenza, home | Commenti disabilitati















