Zone franche. A Catania 7,8 mln per la “no tax area”

stancanelliVentidue “zone franche urbane” all’interno di città grandi, medie e piccole in 11 Regioni avranno diritto a incentivi e agevolazioni fiscali e previdenziali, per una cifra pari a 50 milioni di euro l’anno, per nuove attività economiche, soprattutto piccole e micro imprese costituite entro il 2009. La firma del contratto ieri a Roma. Nella città capitolina il Ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola ha incontrato i sindaci delle città scelte.

“Ieri ho lavorato intensamente per Catania”. Il primo cittadino del capoluogo etneo lo dice con soddisfazione. Raffaele Stancanelli parla di un traguardo importante e di un importo di denaro notevole: 7 milioni e 349 mila euro. Il ministro Scajola definisce le zfu come aree “no tax” e a riguardo il sindaco di Catania spiega: “Ci saranno molte agevolazioni di natura fiscale”. Ma per Stancanelli quel che più conta sono le possibilità lavorative. “In Francia sono stati triplicati i posti di lavoro”.

Ma cosa porterà a Librino un’individuazione di questo tipo? Quali saranno le attività che il Comune etneo promuoverà?

“Prima di tutto creeremo una task force che in questo momento è affidata al capo di Gabinetto che dovrà dare notizie dettagliate a tutti coloro che vorranno utilizzare questo strumento”.

L’individuazione del quartiere periferico della città come si coniuga con gli interventi di riqualificazione previsti dal Comune?

“Intanto preciso subito che l’individuazione della Zona Franca Urbana a Librino eserciterà quasi certamente una forte attrattiva di investimenti in infrastrutture e servizi logistici e innovativi.

Per quanto riguarda l’integrazione con altri programmi ed iniziative di riqualificazione e rigenerazione di cui  è titolare il Comune di Catania, la proposta di Librino come ZFU fa coerentemente seguito al concentrarsi nell’area di diversi programmi, di livello comunitario, nazionale e regionale”.

Quali per esempio?

“Parliamo di interventi sulla rete stradale, interventi manutentivi di edilizia residenziale, interventi di realizzazione e manutentivi sull’edilizia scolastica e dei servizi sportivi; realizzazione di Centri di Quartiere ed edifici per servizi pubblici”.  

C’era in cantiere anche la realizzazione di un teatro sperimentale.

“Sì, c’era un finanziamento del Por Sicilia 2000-2006 di 11 milioni di euro, ma un intoppo burocratico ha rallentato l’iter. Stiamo lavorando per risolverlo”.

Cosa è importante fare adesso per valorizzare questo nuovo strumento della zfu?

“Per il momento è necessario veicolare quanto più possibile il messaggio”.

Autore: Alessandra Bonaccorsi

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