Una Holding per Catania? Condorelli: “Non è una novità”

“L’idea di dare vita ad una holding per gestire le partecipate e la municipalizzata non è una novità. Alcuni anni fa, l’avvocato Vito Branca, elaborò un progetto che andava proprio in questa direzione ed erano state individuate più ipotesi”. “Così il capogruppo del Pdl al consiglio comunale di Catania, Nuccio Condorelli, che interviene, ancora una volta, sulle partecipate e sulla municipalizzata. “Il comune ha tutto il materiale pronto per dare vita a una holding. Anni fa fu realizzato uno studio e furono elaborate delle ipotesi il cui obiettivo principale era quello di razionalizzare i costi e rilanciare le aziende, rendendole competitive e produttive. Creare un’unica holding significa avere un solo consiglio di amministrazione, poter contare sulla mobilità dei dipendenti, che potrebbero essere spostati da un’azienda all’altra, e creare un’unico ufficio di programmazione degli interventi sulla sede stradale, anche alla luce delle nuove attribuzioni alla Multiservizi. Si pensi ai lavori di Asec e Sidra, cui si aggiungono gli interventi di manutenzione affidati a Multiservizi. Tutto questo avrebbe, tra l’altro, una ricaduta positiva in termini economici perchè si ridurrebbero in modo considerevole i costi di gestione. Lo studio e il progetto di creazione di una holding comunale – conclude Condorelli – c’è già. L’amministrazione non deve fare altro che metterlo in atto”. E a proposito di razionalizzazione e programmazione Condorelli suggerisce all’amministrazione di affrontare una volta per tutte la questione traffico, ma in sinergia con i comuni dell’hinterland. “Non si può affrontare e risolvere il nodo viabilità – dice Condorelli – senza coinvolgere i comuni limitrofi. In  tal senso rivolgo un invito al sindaco di Catania, Raffaele Stancanelli, a valutare la proposta avanzata nei giorni scorsi dal presidente della Provincia, Giuseppe Castiglione. L’idea di un coordinamento provinciale per la gestione della mobilità urbana ed extraurbana è un’ottima soluzione”.

Autore: Economia Sicilia

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