Fondi Ue, ci pensano Jeremie e Jessica

bonannoLa partita è ancora tutta da giocare. E la posta in gioco è alta, altissima. In ballo una grossa fetta di finanziamenti della programmazione Por 2007-13 relativi al 2007, ben 356.671.583 di euro che non essendo stati  impegnati la Regione Sicilia dovrebbe restituire a Bruxelles per effetto del disimpegno automatico. L’ultima e attentissima parola sarà quella della Bei (Banca europea per gli investimenti) che sta eseguendo lo studio di fattibilità che permetterà di canalizzare le risorse su due fondi Jeremie e Jessica, strumenti di politica regionale e ingegneria finanziaria creati nel 2006 dalla Commissione Ue per favorire l’utilizzo efficace delle risorse Ue (Vai alla scheda) . Studio che a detta del direttore della programmazione regionale, Felice Bonanno sarà pronto “entro fine novembre. Si tratta di un passaggio obbligato, e solo dopo questo primo step, con l’intervento della Fei (Fondo europeo per gli investimenti) potremmo attivare i due fondi e far partire i finanziamenti alle imprese e per le infrastrutture che avranno una  capacità di spesa complessiva fino a 200 milioni per i prossimi anni e fino al 2013”.  Bonanno si dice “ottimista” e nonostante il tempo a disposizione sia ridotto ritiene che la spesa ferma a soli 8 milioni di euro possa subire nel complesso un’accelerazione. Il neo dirigente della programmazione, conta di arrivare a sfiorare una spesa di 100 milioni da qui alla prossima rilevazione.

La partita decisiva è quella messa in campo dai fondi Jeremie e Jessica che consentiranno di spendere almeno 160 milioni dei 356 effettivamente a disposizione. “Siamo in fase di avanzata  negoziazione con la Bei per definire la dotazione finanziaria”, dice Bonanno. Ma come in concreto saranno spendibili questi soldi? Il fondo Jessica (Joint European Support for Sustainable Investment in City Areas – Sostegno comunitario congiunto per lo sviluppo sostenibile nelle aree urbane) funzionerà con un fondo per finanziare l’investimento privato sostenibile nelle aree urbane , per realizzare infrastrutture che abbiano un ritorno economico. Jeremie (Joint European Resources for Micro to medium Enterprises – Risorse europee congiunte per le micro, le piccole e le medie imprese) è invece una forma di credito alle imprese che punta a migliorare l’accesso ai finanziamenti per lo sviluppo di micro, piccole e medie imprese nelle regioni dell’UE. Sarà gestito direttamente dalla Bei, senza bisogno di affidare la gestione  del fondo a terzi.  Ma il rischio di perdere i fondi Ue è inevitabilmente dietro l’angolo e si concretizza ogni giorno di più, la scadenza ultima è quella del 31 dicembre 2009, data entro la quale la Regione Sicilia a quel punto dovrà restituire alla Ue i soldi non spesi, e persi per effetto del disimpegno automatico come prevede la regola n+2 secondo cui, date le circostanze, entro la fine di dicembre 2009  la Regione Sicilia dovrà rendicontare i soldi impegnati nell’anno 2007. “Paghiamo il prezzo del ritardo con cui è  partita la macchina per la programmazione dei finanziamenti 2007-2013, ma in questi mesi ci siamo messi al passo con i tempi – dice Bonanno – abbiamo lavorato per riparare al tempo perduto, definendo sia l’architettura del Programma con la ripartizione delle risorse ai dipartimenti, realizzando le schede grandi progetti e fatto avanzare la spesa dei fondi”.

Sforzi nell’ottica della riprogrammazione dei fondi europei orientata a concentrare gli interventi finanziari europei su grandi iniziative regionali di alta valenza strategica che la Commissione europea sembra avere apprezzato, stando al bilancio dell’incontro della scorsa settimana a Bruxelles con il commissario per le Politiche regionali, Pawel Samecki, e i vertici della Commissione europea per le politiche regionali, con in testa il  Direttore generale per le politiche regionali, Raul Prado. Incontro che si è chiuso, fra l’altro,  con la promessa e l’impegno di Prado a venire in Sicilia, il 20 ottobre prossimo, per valutare di persona, e riferire alla commissione, l’esatta dimensione dei danni provocati dall’alluvione in provincia di Messina. Nell’ipotesi che la Ue si orienti ad intervenire a sostegno della ricostruzione, utilizzando il proprio “fondo straordinario”.

Ad oggi la spesa dei fondi Ue 2007-2013 relativi al 2007, così come pubblicato sul sito della Programmazione, si è fermata a soli 8 milioni (dato aggiornato al 30 giugno 2009), di 30 milioni è invece la cifra delle risorse impegnate. E’ evidente che la corsa a spendere i fondi di Agenda 2000 (la spesa effettuata al 30 giugno 2009  è  pari 98,4% dei fondi a  disposizione) ha tolto l’attenzione alla nuova programmazione che è rimasta al palo fino a pochi mesi fa. Ma si sa il tempo è tiranno e il nodo più difficile sarà forse quello del prossimo anno, quando la Regione dovrà rendicontare una spesa pubblica di oltre un miliardo e 290 milioni di euro. Ce la faranno da soli Jeremie e Jessica?

Autore: Carmen Vella

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