Alluvione, cominciata la conta dei danni al sistema produttivo

A distanza di cinque giorni dall’alluvione che ha travolto il territorio messinese, la conta dei danni non è alluvione giampilierinemmeno iniziata. Tra Giampilieri, un villaggio alle porte di Messina nella zona sud, e Scaletta, comune della costa jonica, ancora si lavora in stato di emergenza per ripristinare la strada statale e la rete ferroviaria, si cercano i dispersi e si tenta di dare una parvenza di normalità a centinaia di famiglie che hanno perso ogni cosa. I dati precisi si avranno tra alcune settimane, forse mesi, ma il conto sarà molto alto. “Solo per comprare un appartamento da destinate a ciascuna delle famiglie colpite dall’alluvione serviranno mediamente una quarantina di milioni -spiega l’assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Messina Gianfranco Scoglio. A questo, bisogna aggiungere oltre dieci milioni per la messa in sicurezza della montagna che è crollata, più una somma ancora da stabilire per riattivare adeguatamente la viabilità e per risarcire i danni ai privati. Non abbiamo ancora cifre in mano, ma penso che ci saranno da spendere tra i 200 ed i 300 milioni di euro”. Impossibile quantificare i danni anche per la Confcommercio e per la Confederazione nazionale artigiani. “Qualunque stima in questo momento è impossibile -avverte Roberto Corona, deputato regionale PDL e direttore della Confcommercio di Messina. I commercianti delle zone colpite, tra Giampilieri e Scaletta, hanno perso tutto. I danni sono irreparabili, le attività sono scomparse per sempre. E’ stato come un terremoto. Certo, la voglia di ricominciare c’è, ma la strada è lunga. Si utilizzeranno parte degli aiuti previsti per la ricostruzione e come Confcommercio la settimana prossima avvieremo un censimento tra i negozianti per stimare i danni, come abbiamo già fatto l’anno scorso con l’alluvione di Falcone, ma ci vorrà del tempo”. “Sto rientrando proprio dalle zone colpite dall’alluvione -racconta il segretario della CNA di Messina Vito Siracusa. E’ un disastro completo. In tutta la zona jonica c’erano numerosissimi insediamenti artigiani di ogni tipologia, ma soprattutto del settore del legno, e nelle aree colpite adesso non c’è più nulla. Una stima per ora è impensabile, attendiamo disposizioni dalla Prefettura per avviare ufficialmente la raccolta dei dati. Certo, contiamo sulle dichiarazioni del capo del Governo, che ha promesso la sospensione di tributi, tasse e mutui: vista l’enormità di quanto è successo, mi sembra il minimo. In ogni caso, come già abbiamo fatto in occasione del terremoto dell’Abruzzo, il segretario nazionale della CNA Silvestrini lancerà nei prossimi giorni una sottoscrizione per sostenere gli artigiani che hanno perso la propria attività”.

Autore: Elisabetta Raffa

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