Vini, 7 mln di hl per la Sicilia

Giuseppe LongoLa produzione attesa per la vendemmia 2009 in Italia, secondo l’indagine effettuata  congiuntamente da Ismea e Unione Italiana Vini, è di 46,5 milioni di ettolitri. Di questi, secondo Assovini Sicilia, circa 7 saranno prodotti nell’isola. L’Italia torna così ad occupare il secondo posto nella classifica dei Paesi produttori; mentre la Sicilia sorride sul fronte della qualità, giudicata dai tecnici «ottima».

Secondo il report, nell’isola «l’andamento del ciclo  vegetativo ha avuto un decorso nella norma». L’analisi ha registrato,  durante la fioritura, «qualche attacco, a macchia di leopardo, di  peronospora e oidio, contrastato da interventi mirati e  controllati mentre non ha evidenziato precipitazioni o  avversità meteo di particolare intensità». A limitare le iniziali aspettative di un leggero incremento, si legge ancora nell’analisi Ismea, sono intervenuti fenomeni di mancata raccolta da parte dei  viticoltori che hanno preferito non effettuare più alcuna  operazione nei vigneti a causa degli alti costi e a fronte di  prezzi delle uve che già da tempo si profilavano ben poco  remunerativi.

«Quest’anno”, spiega Giuseppe Longo, responsabile area sviluppo Assovini Sicilia, “ abbiamo avuto una primavera abbastanza piovosa. Le piante hanno potuto sviluppare buoni apparati fogliari: elementi fondamentali per la sinterizzazione  delle sostanze che conferiscono al vino profumi, colore e sapore. A ciò si è contrapposta un’estate poco piovosa e neanche troppo calda, senza stress termici. La pianta, quindi, è stata sempre in attività”.

Secondo le previsioni di Assovini Sicilia, con questo clima, “sono i bianchi a godere dei maggiori benefici. Saranno più piacevoli ed eleganti; si punterà meno sulla gradazione alcolica”. I primi vini della vendemmia 2009 saranno sul mercato a marzo. Confermato il mese di novembre per il novello, che secondo Assovini Sicilia “va sempre più lasciando il posto ad altri vini. I consumatori sono più attenti e il prodotto ha una vita limitatissima. Rimane ancora l’idea del festeggiamento del vino, ma il mercato si sta evolvendo. Il novello si comincia a bere a novembre e deve finire entro dicembre. Economicamente non è molto conveniente”.

Confermata anche la leadership produttiva della Provincia di Trapani. “La Sicilia è un continente vinicolo – conclude Longo – Si comincia a vendemmiare i primi di agosto nel Marsalese e si finisce a fine ottobre con l’Etna, che è la più tardiva”.

Dario Cirrincione

Autore: Dario Cirrincione

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