Gruppo Franza, pronti investimenti per 300 mln

Dopo il fiume di dichiarazioni e le polemiche nate dalla richiesta di cassa franza2integrazione per 24 dipendenti, il Gruppo Franza guarda avanti e aspetta l’approvazione del Piano Case per continuare ad investire non solo a Messina ma anche in Sicilia. In ballo ci sono l’ampliamento e la ristrutturazione dell’Hotel Royal di Messina e del Sable noir di Vulcano. Per entrambi è prevista una spesa di 3-4 milioni di euro ciascuno. Ma sono pronti progetti di ampliamento anche per le altre strutture alberghiere che il Gruppo ha in Sicilia, a partire dal Timeo di Taormina e dal Sant’Andrea di Mazzarò. “In ogni caso”, puntualizza Vincenzo Franza, amministratore delegato del Gruppo Franza, “ciascun albergo ha una propria tipologia specifica e stiamo valutando eventuali ampliamenti e ristrutturazioni caso per caso”.

Ma il Piano Casa potrebbe consentire anche altri progetti della stessa tipologia di intervento. Tra questi, tutta una serie di immobili commerciali a Contesse, nella zona sud della città. E visto che il Gruppo Franza possiede anche gli immobili delle ex Standa di Agrigento, Caltanissetta e Palermo, non appena la Regione darà il via libera al Piano Case anche per queste strutture sono previsti investimenti per diversi milioni di euro. Intanto lunedì prossimo alle 10 i vertici del Gruppo Franza si incontreranno con i sindacati presso l’Ufficio provinciale del Lavoro per discutere la richiesta di cassa integrazione straordinaria per 24 dipendenti del settore amministrativo di sei società della holding. “Una decisione dolorosa”, ribadisce Franza, “alla quale siamo stati costretti a causa dei progetti fermi per motivi burocratici. Siamo pronti ad investire 300 milioni di euro in Sicilia, ma fino a quando non potremo aprire i nuovi cantieri non potremo fare altro”.

E a quanti sottolineano come il Gruppo investa molto poco in città rispetto che altrove, l’amministratore delegato replica che “Messina è una piazza che non offre la possibilità di sviluppare progetti di spessore. Si lavora molto sulla progettazione ma poi tutto si arena. Ogni volta che abbiamo proposto progetti di ampio respiro hanno bloccato ogni cosa. E’ stato così con il porticciolo di Guardia, con il parcheggio di piazza Cairoli dove poi è stato realizzato il tram, con la riqualificazione degli stadi, soprattutto il “Celeste”, e con il porto di Tremestieri. La verità è che da un po’ di tempo a Messina si lavora solo sull’edilizia abitativa. Qualunque cosa vada oltre è respinta. Ma il nostro è un grande gruppo che preferisce lavorare su operazioni complesse, non possiamo limitarci a costruire piccole palazzine. In ogni caso, un ritorno per la città c’è, visto che molti dei nostri dipendenti sono messinesi. Quindi, pur investendo altrove riusciamo comunque ad apportare dei benefici al nostro territorio”.

Autore: Elisabetta Raffa

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