La disoccupazione toccherà quota 15%

 
La recessione economica proseguirà in Sicilia anche in autunno. Segnali di ripresa potrebbero arrivare tra la tarda primavera e l’estate del 2010. Per l’intero anno, si prevede la smobilitazione di circa 40 mila posti di lavoro: – 2,7 per cento contro un -2,0 per cento stimato per l’intero territorio italiano. La flessione dell’occupazione comporterà un aumento del tasso di disoccupazione, che si prevede risalire al 15 per cento in Sicilia ed all’8,3 per cento su scala nazionale. E’ emerso oggi, a Palermo, a palazzo dei Normanni, nell’ambito della presentazione del XXXIII report Sicilia intitolato “La secessione è già  arrivata”, che ha tracciato alcune previsioni sulle tendenze dell’economia siciliana nel 2009. Lo studio elaborato dal Di.s.te. (Dipartimento studi territoriali) in collaborazione con la Fondazione Curella, è stato presentato dal dott. Alessandro La Monica, presidente del Di.s.te. consulting, da Dario Corso, assegnista del Cirmet, da Roberto Foderà  dell’Università di Palermo e naturalmente dal presidente della Fondazione Curella, professore Pietro Busetta.
“Il problema – ha affermato il professore Busetta – più che congiunturale è strutturale, nel senso che non ha origine dalla situazione di crisi che sta attraversando l’economia mondiale ma piuttosto da un politica in Sicilia e nel Mezzogiorno disattenta ai reali problemi di crescita di questi territori. Il rischio è che si arrivi ad un disamore rispetto all’unità del Paese”. Secondo l’indagine compiuta dal Dipartimento di studi territoriali, si assisterà in autunno alla prosecuzione della recessione ma i ritmi di crescita di questa crisi si attenueranno. Si giungerà così ad un graduale rallentamento del ciclo recessivo e un calo del PIL causato dalla diminuzione dei consumi (famiglie) e della produzione (aziende). Il taglio del prodotto interno lordo in volume potrebbe essere prossimo al 5,4 per cento, un tasso ancora una volta più alto del dato dell’Italia (-5,0 per cento).
“La Sicilia – ha aggiunto il presidente del Di.s.te consulting La Monica – è sempre più lontana dall’Italia e la profonda crisi che sta interessando l’economia mondiale rischia di amplificare ancor di più il problema, per questo motivo adesso bisognerà concentrarsi su una robusta ripresa. Se così non sarà si corre il rischio non ipotetico che ci si allontani definitivamente dagli standard economici e sociali nazionali”. Secondo il Di.s.te, sarà il settore dell’industria a subire una riduzione più pesante dei posti di lavoro: quasi -11% rispetto al dato dell’inizio del 2008. Il ricorso alla cassa integrazione, infatti, per quanto corposo rispetto agli anni precedenti, non riuscirà a coprire tutte le imprese siciliane che spesso sono di ridottissime dimensioni e quindi escluse dai benefici della CIG. L’altro settore che accuserà il peso della crisi economica è quello delle costruzioni che negli ultimi dodici mesi, ha già perso 12.000 occupati (-8,5%) annullando quasi del tutto i recuperi realizzati fino all’estate 2008. Seguono i servizi (-4,6 per cento).

31 luglio 2009 –

Autore: Economia Sicilia

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