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Messina in coda, Tomasello non ci sta

28 luglio 2009 

 La pagella stilata dal ministro Gelmini non è proprio andata giù al rettore dell’università di Messina Franco Tomasello, che si è visto decurtare del 3 per cento i finanziamenti destinati al suo ateneo. E che a fargli compagnia ci siano anche Palermo, Catania e persino “La Sapienza” di Roma non lo consola neanche un po’. “Non avrei mai immaginato una cosa del genere – tuona il rettore. E’ assolutamente offensivo avere appreso queste cose dalla stampa, senza che si sia provveduto ad informare non dico noi rettori singolarmente, ma neanche la CRUI, la Conferenza dei rettori delle università italiane”.
Quali criteri di valutazione ha utilizzato il ministero?
“Si sono basati su canoni calibrati sui Politecnici di Torino e Milano: una vera follia. E’ evidente che sono stati utilizzati criteri punitivi nei confronti delle regioni meridionali. Noi di Messina utilizziamo da tempo fondi regionali, tanto per fare un esempio, ma questo è un dato che non è stato calcolato perché hanno preso in considerazione i finanziamenti del 7° Programma Quadro”.
Messina è fanalino di coda anche per il numero di giovani che ottengono il primo impiego a sei mesi dalla laurea.
“I nostri laureati delle triennali si piazzano discretamente per quanto riguarda i tempi di entrata nel mondo del lavoro, ma se si guarda al dato complessivo includendo le lauree magistrali, le cose vanno peggio. Ma come è possibile valutare le possibilità che ha uno studente che si laurea in Lombardia con quelle di uno studente siciliano? Non possiamo essere penalizzati per il contesto socio-economico nel quale operiamo. Da noi il lavoro qualificato non esiste ed i giovani scontano questa situazione, ma la responsabilità non può essere ascritta all’università”.
Nella classifica del “Sole24Ore” è andata meglio.
“Infatti. Quest’anno siamo passati dal 53° al 51° posto e questo premia il nostro impegno costante. Ma questa vicenda non finisce qui, perché pretenderò dal ministero che mi si spieghi come e perché ci sono stati questi risultati. E devo sottolineare che così non si unisce l’Italia ma la si divide ulteriormente”. Su 54 università italiane, sono la metà sono state giudicare meritevoli e si prenderanno la parte più consistente dei finanziamenti. Infatti, 525 milioni di euro, pari al 7 per cento del Fondo di finanziamento ordinario, sono stati assegnati valutando la qualità della didattica e della ricerca: due terzi per la prima ed un terzo per la seconda. Intanto stamane il rettore Tomasello si incontrerà nell’Aula Magna del Rettorato con la comunità accademica per illustrare gli obiettivi raggiunti, i problemi affrontati e quelli ancora da risolvere”.
- 28 luglio 2009 -                                                                    Elisabetta Raffa

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