Messina, un bilancio tutto forbici e mattoni

Il Comune di Messina taglia il bilancio di oltre 300 milioni. I parametri del Dpef 2009-2013 sono rigidissimi e nessuno si può sottrarre. L’esercizio finanziario 2009 prevede un pareggio tra entrate ed uscite di 693 milioni e 161 mila euro, ma l’assessore al Bilancio Orazio Miloro giura che i servizi minimi non saranno toccati e che le tasche dei messinesi sono al sicuro. “Anzi”, puntualizza, “pur attuando una politica rigorosissima che non ha precedenti nella nostra città, siamo riusciti anche a destinare un milione di euro in più rispetto all’anno scorso ai servizi sociali”.
Come siete riusciti ad effettuare dei tagli di questa portata?
“Razionalizzando. Per esempio, grazie ad una rinegoziazione dei contratti con l’Enel, siamo riusciti a tagliare oltre 800 mila euro. E per quanto riguarda gli acquisti, diversamente da quanto si è sempre fatto, d’ora in poi saranno di competenza solo ed esclusivamente dell’economato”.
Uno dei tasti dolenti è quello dell’evasione dei tributi comunali.
“Abbiamo provveduto anche in questo senso, stipulando un protocollo d’intesa con l’Agenzia delle Entrate per attivare dei riscontri efficaci per scovare sacche di evasione. Inoltre, all’Ufficio Tributi saranno garantiti degli incentivi del 2 per cento sulle somme accertate e riscosse”.
E per quanto riguarda le partecipate del Comune quali Atm, Amam, Ato 3, Messinambiente e Feluca?
“Anche in questo caso abbiamo scelto la strada del rigore. Abbiamo acquisito i piani industriali ed i contratti di servizio delle partecipate. Questo significa che a partire da questo momento l’amministrazione sa esattamente quali servizi e con quali modalità dovranno essere erogati. Inoltre, abbiamo previsto dei controlli trimestrali economico-finanziari e sono sicuro che alla fine di questo percorso riusciremo ad allineare i bilanci delle nostre partecipate, sulle quali fino ad oggi si sapeva ben poco, con il Comune che operava senza avere idea di cosa facessero”.
Come pensate di risolvere il problema dei 52 milioni di debiti fuori bilancio?
“Con la dismissione degli immobili. Abbiamo rimodulato il piano vendite e adesso siamo più in linea con il mercato. Questo anche grazie ad una legge, la 133 del 2008, che all’articolo 58 prevede anche la variazione della destinazione d’uso. Tra il 2009 ed il 2011 contiamo di mettere insieme 50 milioni di euro. Ovviamente, il nostro è un piano elastico, che sarà aumentato o ridotto secondo le esigenze dell’amministrazione. La politica economica del nostro ente si è basata su quattro criteri. Innanzitutto il contenimento e la razionalizzazione delle spese. Poi l’accelerazione della riscossione delle entrate ed il reperimento di nuove risorse. Infine, come dicevo, la valorizzazione del patrimonio immobiliare. Il bilancio previsionale 2009 è il primo bilancio totalmente improntato al rigido risanamento economico dell’ente. Abbiamo tagliato tutte le spese non necessarie e rinviabili, ma abbiamo salvaguardato il welfare locale e nessun messinese pagherà un solo euro in più rispetto a quanto ha sborsato l’anno scorso”.
– 14 luglio 2009 –                                         Elisabetta Raffa

Autore: Economia Sicilia

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