Confidi dal patrimonio debole

Quasi i due terzi dei confidi siciliani hanno una dotazione patrimoniale inferiore al milione di euro. Il dato medio a livello nazionale è del 52%. E’ con questa notazione sulla debolezza patrimoniale del sistema dei confidi regionali che si apre un apposito capitolo della ricerca di Srm sui confidi siciliani. Il patrimonio medio dei confidi è pari ad appena 0,8 milioni di euro sensibilmente inferiore al patrimonio medio dei confidi italiani che si attesta sui 2,2 milioni con punte di 3,9 milioni nel Nord-Est. Ma con valori superiori anche nella media meridionale, pari a 1,1 milioni senza contare il dato decisamente fuori dall’ordinario della Sardegna dove l’alta capitailzzzione dei confidi si spinge sino ad una media di 4 milioni di euro.
         Un discorso analogo vale pressappoco anche per i fondi di garanzia siciliani che risultano mediamente pari a 2,3 milioni , un importo di gran lunga inferiore alla media nazionale di 3,7 milioni ma, questa volta, superiore, al dato meridionale di 2,1 milioni. Anche in questo caso la Sardegna fa storia a sé con 4,6 milioni di media di fondi rischi.
         “La sottodotazione patrimoniale”, scrivono gli analisti di SRM, “comporta notevoli problemi in termini di solvibilità e di potenziali garanzie rilasciabili dai confidi regionali. Il coefficiente di solvibilità (rapporto tra patrimonio netto e garanzie in essere) è pari 12,5%, inferiore a quello nazionale del 17,1% ed inferiore anche a quello delle altre regioni meridionali.  Nell’isola il potenziale di garanzie rilasciabili sulla base del patrimonio netto è pari a una media di 8,3 milioni inferiore al dato nazionale pari a 23,2 milioni. Ancora più basso questo indicatore per le pmi. Nell’isola si abbatte a 4,8 milioni contro i 6,8 del sud ed i 16,4 del Paese. In altre parole la questione del rafforzamento patrimoniale del sistema dei confidi siciliani, se si vuole valorizzare questo strumento come fondamentale punto di raccordo tra le imprese e le banche, deve essere iscritta al più presto nell’agenda del governo regionale.
– 12 giugno 2009 –                                                Andrea Naselli

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