BdS. Antiracket.

Banco di Sicilia, oggi si inaugura il centro piccole imprese
 
 
Sarà inaugurato oggi alle ore 18,30 il nuovo Centro Piccole Imprese di Agrigento, alla presenza dell’Amministratore Delegato del Banco di Sicilia, Roberto Bertola, e del responsabile della Direzione Commerciale Sicilia Sud, Gregorio Squadrito. Nella nuova struttura di Piazza Aldo Moro 1, dipendente dalla Direzione di  Territorio di Agrigento, operano – sotto la guida del responsabile Pietro Sciabica – sei consulenti specializzati nel settore dei finanziamenti alle imprese e uno specialista per le esigenze di investimento degli imprenditori. In tutta la Sicilia sono 34 i Centri Piccole Imprese del Banco di Sicilia. In provincia di Agrigento sono operativi anche i Centri Piccole Imprese di Canicattì (in via C. Battisti 16) e Sciacca (via della Vittoria 265).
Legalità, nasce nell’agrigentino associazione antiracket “Libere Terre”
Il presidente di Confindustria Agrigento, Giuseppe Catanzaro, e’ intervenuto per manifestare apprezzamento ad Ignazio Cutro’ che insieme ad altri commercianti, artigiani, professionisti, studenti e semplici cittadini ha fondato una nuova Associazione antiracket denominata “Libere Terre”. “I Comuni della montagna (San Giovanni Gemini, Santo Stefano Quisquina, Bivona, ecc.) con la loro gente laboriosa – dice Catanzaro – oggi vantano un nuovo e qualificante gesto di civilta’, che Cutro’ e gli altri hanno saputo portare a valore sociale. Ignazio Cutro’ e gli altri fondatori dell’associazione Antiracket costituiscono per noi tutti una concreta testimonianza di chi crede nella propria terra e si adopera per concorrere a renderla normale. La mafia con la violenza e l’arroganza crea miseria e condiziona il futuro dei nostri giovani. Per questo e’ utile ribadire che per i metodi mafiosi non c’e’ piu’ spazio: alla richiesta estorsiva deve corrispondere la denuncia del cittadino vittima che oggi piu’ che mai puo’ contare in  uno Stato forte e determinato che ogni giorno ne’ da’ concretamente prova con arresti e condanne”. Il presidente Catanzaro ha voluto ribadire che “deve diventare normale la risposta alla richiesta estorsiva alla quale deve corrispondere l’arresto, il processo e la condanna”.
-26 maggio 2009 –

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