Boccone amaro per Agrodolce

L’industria culturale siciliana rischia di chiudere a pochi mesi dalla sua inaugurazione. Agrodolce, la soap opera targata Rai e Regione Siciliana, infatti, avrebbe le ore contate. A lanciare l’allarme sono stati i circa 600 lavoratori (tra attori e maestranze) che temono lo stop definitivo alle riprese. La Rai avrebbe già pronto il finanziamento da 12 milioni di euro per garantire la seconda serie. “La Regione invece non si muove – hanno spiegato gli attori Ernesto Maria Ponte e Vincenzo Ferrera – Alla produzione non interessa l’erogazione dei fondi, ma una firma sul futuro stanziamento. La situazione va risolta entro venerdì altrimenti mancheranno i tempi tecnici per allestire i set ed iniziare le riprese in modo da poter trasmettere il 18 settembre”. Agrodolce va ancora in onda su Raitre alle 20.10. Ma le puntate prodotte basteranno fino a luglio. Le riprese sono ferme da dicembre, così come gran parte degli stipendi.
Attorno ad Agrodolce lavorano 21 attori protagonisti, 250 attori con ruoli secondari (che a posa percepiscono un compenso minimo di 150 euro) e 250 tra assistenti, truccatori, parrucchieri, elettricisti, segretarie, responsabili del casting e scenografi. All’equipe si aggiungono le circa 3.800 comparse che hanno già recitato nella soap. “Perché nessuno parla dell’industria dello spettacolo in crisi? – hanno aggiunto i due attori – Oltre ai 600 lavoratori direttamente coinvolti in Agrodolce c’è un indotto non indifferente. La soap ha portato un nuovo tipo di turismo nell’area tra Termini Imerese e Porticello, con ricadute positive per albergatori e ristoratori”. I dati auditel, dopo il primo flop, sono in crescita. Lo share ha raggiunto l’8% e i telespettatori medi per puntata sono circa 2 milioni.
Oltre agli attori a chiedere un intervento rapido sono i tecnici. “Siamo freelance. Da quando è iniziata l’avventura di Agrodolce abbiamo smesso di dedicarci ad altro – raccontano Peppe Vaiuso e Domenico Morici – Prima eravamo spesso contattati da Sky o da altre emittenti. Adesso siamo fermi da mesi perché siamo usciti dal giro. E come noi tanti altri professionisti sono attualmente disoccupati”. Le maestranze puntano l’attenzione dei politici anche sui costi di produzione. Un parrucchiere assunto da una troupe in Sicilia, ad esempio, costa quasi la metà di uno assunto a Roma. Risparmio del 60% per i tecnici e di quasi l’80% per coloro che allestiscono i set. “Non devono pagarci trasferte, alloggio o la diaria – spiegano i lavoratori – Sembra assurdo che un progetto così venga bloccato”.
Adesso tocca alla Regione. La scorsa settimana è stato depositato un Ddl a firma Rudy Maira e Innocenzo Leontini che riprende alcuni degli articoli presenti nel maxiemendamento bocciato durante l’approvazione della Finanziaria e che prevede finanziamenti per le fiction girate in Sicilia (implicito riferimento ad Agrodolce). La bocciatura del Commissario dello Stato ai contributi erogati dalla Regione, però, apre adesso nuovi scenari. 
–          12 maggio 2009 –                                                      Dario Cirrincione

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