Bookmark and Share

Termovalorizzatori, bandi per 4,1 miliardi

1 maggio 2009 

Già pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale Europea i bandi per realizzare i termovalorizzatori in Sicilia. Peccato, però, che l’invito a presentare proposte per quella che è la gara pubblica più consistente dei prossimi anni, almeno in Sicilia, parli solo italiano non essendo stata inviata la versione inglese. Quisquilie rispetto al fatto che, anche per il 2009, la Sicilia resterà fuori dai contributi Cip 6, gli incentivi per l’energia elettrica prodotta con impianti alimentati da fonti rinnovabili o assimilate. Nonostante sia ripartito l’iter entro la fine dell’anno gli impianti non potranno essere completati. Il piano della Regione ha subito qualche modifica: i termovalorizzatori non saranno più quattro, ma tre. Gli impianti sorgeranno a Bellolampo (Pa), Casteltermini (Ag) e Augusta (Sr). Attualmente resta in sospeso quello di Paternò, terminale ideale per i rifiuti dell’area Messina-Catania, a causa dell’accordo non raggiunto con Sicilpower, società che si era aggiudicata la concessione. Il valore complessivo delle gare è di 4,116 miliardi. Di questi 1,496 miliardi sono destinati al sistema Palermo; 1,488 al sistema Siracusa e 1,132 al sistema Agrigento. Il termine per la presentazione delle istanze scadrà il 30 giugno. L’appalto avrà durata ventennale. Il servizio è remunerato con la quota ricavata dalla vendita dell’energia elettrica prodotta dagli impianti e con le somme provenienti dalla tariffa che viene versata dall’autorità d’ambito come corrispettivo per il servizio di trattamento dei rifiuti urbani ed assimilati. La tariffa per il trattamento dei rifiuti varia in base agli impianti. A Palermo è di 95 euro per tonnellata, ad Augusta è di 110 euro e ad Agrigento è di 125 euro. La vicenda dei termovalorizzatori in Sicilia tiene banco da diversi anni. Il numero degli impianti da realizzare e le località furono stabiliti durante il primo governo Cuffaro. Nel 2007, dopo che le gare erano già state bandite e i primi appalti aggiudicati, la Corte di giustizia europea ha imposto lo stop per un vizio di forma nella pubblicità dei bandi e ha condannato la Regione a rifare la gara per l’affidamento dei servizi. Alle società che avevano vinto l‘appalto è stato riconosciuto un risarcimento «per le spese vive». L’Arra ha chiuso l’accordo con la Pea, la Platani e la Tifeo (società di proprietà della Actelios, impresa del gruppo Falck) ex vincitrici per il sistema Palermo, Agrigento e Siracusa. Le possibili società subentranti, secondo quanto diffuso dall’Arra, sono obbligate a rimborsare 50 milioni alla Pea, 36 milioni alla Platani e 55 milioni alla Tifeo. Nessun’intesa con la Sicilpower (gruppo Waste Italia) vincitrice per l’impianto di Paternò. “Abbiamo provveduto a inviare una diffida, atto propedeutico per la risoluzione del rapporto. Allo stato attuale – ha spiegato Felice Crosta, presidente dell’Arra – non possono essere utilizzati né i siti, né la documentazione da loro prodotta. Ma al momento è prematuro porre la parola fine al progetto per il termovalorizzatore di Paternò”. Se le gare dovessero andare deserte sarà chiesto agli attuali aggiudicatari degli appalti se sono interessati a procedere. In caso contrario saranno attivate altre procedure concorsuali e i nuovi aggiudicatari rimborserebbero esclusivamente i costi sostenuti dagli operatori industriali e dai loro soci. – 1 maggio 2009 -                                            Dario Cirrincione

Post correlati

Bookmark and Share

Tags: , , , , , , , , , , , , Scritto in credito, fondi UE, industria, news-catania | Commenti disabilitati

Comments are closed.