Ato Catania, debito milionario

Quaranta milioni di euro circa. Sarebbe questo l’ammontare del debito di Ato per la città di Catania. Una cifra, pronunciata a denti stretti, che esige però – al momento – il condizionale poichè la vicenda è ingarbugliata e si trascina da mesi. E le notizie rimbalzano da una parte all’altra. Una cosa è certa: proprio ieri il presidente del consiglio di amministrazione della società Ato ct 3, Andrea Castelli, ha dato le sue dimissioni al termine di un incontro alla Prefettura al quale hanno partecipato sindacati e sindacalisti. Mentre i lavoratori, che aspettano gli stipendi di febbraio e marzo, attendevano in strada la fine dell’incontro.
“La vicenda è complicata”, sottolinea Gaetano Marziano, segretario territoriale della Cisl, “riteniamo comunque che si debba addebitare a una incapacità gestionale. Ma c’è un dato certo: non sono state rispettate le quattro erre, ossia riduzione, recupero, riciclaggio dei rifiuti e raccolta differenziata. Perché soltanto il sud Italia non riesce a fare dei rifiuti una ricchezza, come invece avviene in molti altri paesi?”.
Se di debiti si parla comunque pare che soltanto il consorzio Simco ne abbia ammucchiato una cifra che ammonterebbe a 20 milioni di euro circa. E anche in questo caso puntualizziamo che usare il condizionale ci sembra doveroso.
Il consorzio Simco è stato costituito l’11 maggio 2005 con un atto notarile. Il consorzio avrebbe dovuto coordinare l’attività delle società consorziate impegnate nel servizio di gestione integrata dei rifiuti nel comprensorio dell’Ato Ct 3, comprendente 18 Comuni con esclusione dei Comuni di San Gregorio di Catania e Mascalucia, gara indetta dalla società Simeto Ambiente S.p.A. E’ costituito dalle aziende: Gesenu,  Dusty, Nunzia Pappalardo e Morena. E ha elaborato un progetto per i comuni dell’Ato ct 3 Simeto Ambiente che si configura come modello di Gestione Integrata dei Rifiuti con connotati di eccellenza. Oggi si trova nell’occhio del ciclone.
“La Simeto Ambiente ha ricevuto 700mila euro che sommati ai 450mila che dovranno essere versati entro la fine del mese dovrebbero servire a pagare gli stipendi dei lavoratori che per mesi sono stati costretti a manifestare”, spiega Ignazio Arcidiacono della Cisl Fp. Durante la riunione di ieri, intanto, è arrivata la promessa che ai dipendenti sarebbero andati 500 euro di acconto, per la restante parte si dovrà aspettare il 31 marzo quando la Simeto Ambiente darà i 450mila euro utili a completare il pagamento degli stipendi.
La situazione rimane comunque tutt’altro che risolta. Di certo è che Andrea Castelli incontrerà il cda della società per confermare le sue dimissioni. Ma la “soap opera dei rifiuti” sembra non essere ancora arrivata al suo epilogo.
– 27 marzo 2009 –                                          Alessandra Bonaccorsi

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