Appalti. Fondi Fas. Credito cooperativo. Chimica. Cosilat. Università Palermo. Acqua. Sanità. Unifidi. Metalmeccanici

 Appalti pubblici, in un anno crollo del 48%. Filca Cisl: “Va data maggiore forza alle piccole e medie imprese locali”
Calano gli appalti pubblici, aumenta il tasso di disoccupazione. Si può sintetizzare così la situazione degli appalti edili in Sicilia, una realtà fotografata all’Hotel Saracen di Isola delle Femmine (Palermo) nel corso del decimo congresso regionale della Filca Cisl siciliana. Dati che non lasciano spazio a interpretazioni: gli appalti pubblici in Sicilia sono scesi dal miliardo e 270 milioni di euro del 2007 ai 652 milioni e 857 mila euro del 2008 con un decremento di quasi la metà (48,59%). La situazione più grave a Ragusa, dove il crollo registrato è dell’86,67%, ma numeri pesanti anche a Catania (meno 68,39%) e a Palermo dove il crollo degli appalti è del 50 per cento (da 368 a 183 milioni). “Le uniche isole felici – dice il segretario generale della Filca Cisl Sicilia, Santino Spinella – sono Agrigento e Caltanissetta che vedono incrementare gli importi delle aggiudicazioni grazie ai 377 milioni del primo lotto della strada Porto Empedocle-Caltanissetta”.
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Fondi Fas, Lombardo chiede incontro urgente a Berlusconi
Il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, interviene sulla vicenda delle risorse Fas (Fondo per le aree sottoutilizzate). “Resta inspiegabile ed immotivata – sottolinea Lombardo – la mancata presa d’atto, da parte del Cipe, il 6 marzo scorso, del Piano di impiego delle risorse Fas che spettano alla Regione Siciliana. Ad oggi sono stati approvati i Fas di quasi tutte le regioni del Nord, mentre il Sud resta al palo”.“Sono queste – aggiunge il presidente della Regione Siciliana – le ragioni per le quali l’assessore Cimino ha negato l’assenso della nostra Regione per l’utilizzo del Fondo sociale europeo (Fse). E’ singolare e contraddittorio che, mentre il Parlamento approva la legge sul Federalismo, per le regioni del Sud si pretenda che a programmare lo sviluppo sia il governo centrale. Per queste ragioni abbiamo chiesto un incontro urgente con il Presidente del Consiglio, Berlusconi, perché si ponga fine ad un atteggiamento arbitrario e gravemente lesivo degli interessi del popolo siciliano e dell’intera Italia meridionale”.
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Credito cooperativo e associazioni artigiane, intesa per l’accesso al credito
Federcasse, l’associazione delle 440 Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali italiane, e Confartigianato, CNA, Casartigiani hanno sottoscritto oggi a Roma un protocollo di intesa finalizzato ad introdurre ulteriori elementi di flessibilità nel rapporto banca – impresa, a sostenere gli investimenti produttivi ed ottimizzare la gestione del profilo finanziario delle imprese artigiane.L’accordo, firmato a Roma alla presenza del Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola, è stato sottoscritto dal Presidente di Federcasse Alessandro Azzi e dai Presidenti di Confartigianato Giorgio Guerrini, CNA, Ivan Malavasi e Casartigiani, Giacomo Basso. Il Credito Cooperativo – si legge nel protocollo – “è consapevole che il mutato quadro macroeconomico pone gli operatori di fronte ad uno scenario di eccezionale gravità al quale è necessario far fronte con disponibilità e con adeguati e innovativi strumenti di sostegno”. Confartigianato, CNA e Casartigiani riconoscono invece “che le Banche di Credito Cooperativo, in quanto banche locali radicate nel territorio, sono un partner strategico per promuovere l’accesso al credito e ai servizi finanziari delle imprese associate”. Contestualmente, il Credito Cooperativo e le Associazioni Artigiane si impegnano a promuovere forme e modalità di assistenza e consulenza finanziaria congiunta BCC– Associazioni Artigiane – Confidi, finalizzate all’ottimizzazione del profilo finanziario delle imprese; studiando inoltre possibili forme congiunte di gestione delle crisi aziendali. Infine, l’accordo prevede l’attivazione di un Osservatorio che, attraverso la rielaborazione di dati statistici di settore, consenta una corretta interpretazione della relazione tra il sistema del credito e le piccole imprese italiane. Il protocollo consentirà di definire degli Accordi territoriali tra Associazioni Artigiane e Federazioni Locali delle Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali, al fine di adattare le previsioni dell’accordo alla specificità dei mercati locali. Particolare soddisfazione per il protocollo di intesa è stata espressa dal Presidente della Federazione Italiana delle Banche di Credito Cooperativo Alessandro Azzi: “Si tratta di un accordo unico ed innovativo. Mentre si discute dei rischi del credit crunch alle imprese, le BCC e le Associazioni Artigiane hanno definito un percorso comune in piena autonomia, capace di venire incontro alle reali esigenze delle imprese di settore”. Il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini apprezza i contenuti del Protocollo d’intesa e, in particolare, sottolinea “l’importanza dei criteri di flessibilità nella gestione dei rimborsi rateali del crediti in bonis”. Per il Presidente di CNA Ivan Malavasi, “l’accordo sottoscritto oggi con Federcasse ha per noi grande importanza”. Il presidente di Casartigiani, Giacomo Basso, esprimendo apprezzamento per il protocollo d’intesa, sottolinea: ”Il movimento di sostegno e di credito delle Casse Rurali ed Artigiane già negli anni ’70 fu determinante per la nascita di una miriade di imprese artigiane e la crescita di un tessuto imprenditoriale di cui l’artigianato è matrice”.
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Chimica, Cisl presenta piattaforma in cinque punti
E’ una proposta in cinque punti, quella che la Cisl lancerà domani da Siracusa, in occasione del convegno nazionale su “Energia, chimica e ambiente per un nuovo modello di sviluppo”, organizzato dal sindacato assieme alla Femca, la federazione del settore elettrico e dell’energia. A concludere sarà il leader Raffaele Bonanni. Interverranno il ministro Stefania Prestigiacomo, il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, il numero uno di Confindustria Sicilia, Ivan Lo Bello, gli assessori regionali Giambattista Bufardeci, Pippo Gianni e Giuseppe Sorbello e i vertici degli enti locali interessati. “La piattaforma a cui pensiamo – spiegano Maurizio Bernava, segretario generale e Paolo Sanzaro, segretario della Cisl aretusea – punta a riaccendere i riflettori sul polo chimico dell’Isola e a ridare chance, attraverso il suo sviluppo, all’industria nazionale, chimica e dell’energia”. E’ per questo che domani, rende noto il sindacato, a Siracusa arriveranno delegazioni da tutta la Sicilia e anche da Porto Torres, Porto Marghera, Ferrara e Ravenna. (ITALPRESS)
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E’ nato “COSILAT”, il primo consorzio del latte bovino siciliano
Sotto gli auspici di Confcooperative Sicilia e Legacoop Sicilia, con sede a Ragusa, nasce un unico interlocutore per la commercializzazione e la vendita del latte siciliano. Un’AOP consortile, unica del suo genere, sotto la dicitura COSILAT, sorto dall’aggregazione delle cooperative organizzazioni di produttori riconosciute, Progetto Natura e Ragusa Latte; le due più grandi realtà del settore in Sicilia. Oltre 500 allevatori soci conferitori avranno come punto di riferimento il COSILAT sotto le direttive di Giovanni Campo, attuale presidente della cooperativa Progetto Natura. Le due OP cooperative, Progetto Natura e Ragusa Latte, tra latte fresco, latticini e formaggi, sviluppano circa 40 milioni di euro di fatturato. Il latte fresco conferito e commercializzato, pari a circa 85 milioni di litri l’anno, rappresenta più del 50% del latte bovino siciliano. “E’ il punto di partenza per la vendita del latte nell’intera regione – spiega Giovanni Campo, presidente COSILAT -, vogliamo guardare oltre e costruire il futuro delle aziende del nostro territorio che rappresentano nell’ambito regionale sicuramente l’eccellenza”.

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Università di Palermo, commessa internazionale da 362 mila euro per un laboratorio di UniNetLab
Una gestione intelligente degli elettrodomestici delle nostre case a vantaggio di un risparmio energetico e di una minore emissione di anidride carbonica in città. Immaginate la lavabiancheria, la lavastoviglie, il ferro da stiro, il televisore che dialogano tra di loro e vengono comandati da un computer locale intelligente che sa quando è più conveniente metterli in funzione e gestisce l’autoproduzione di energia elettrica e termica. Questo studio, elaborato da un gruppo di ricercatori diretto da Rosario Miceli ha attratto la commessa più consistente (362 mila euro) ottenuta fino a ora da UniNetLab. La rete di laboratori dell’Università di Palermo a servizio delle imprese, diretta da Maurizio Leone e nata coi fondi Por 2000-2006, in meno di un anno di attività è riuscita a convogliare richieste da parte di aziende nazionali ed estere per quasi 800 mila euro. L’attività realizzata da UniNetLab è stata presentata allo Steri, alla presenza del rettore Roberto Lagalla, del presidente di Confindustria Palermo Nino Salerno, della delegata dell’assessorato regionale all’Industria Patrizia Livreri. Il colosso spagnolo Telefonica, leader mondiale nel campo delle telecomunicazioni, e l’Edf (Électricité de France), una delle più grandi aziende produttrici di elettricità, hanno commissionato al laboratorio per lo Sviluppo sostenibile e il risparmio energetico uno studio per la realizzazione di abitazioni che avranno la possibilità di autoprodurre energia termica ed elettrica per le loro esigenze e cedere quella in eccesso ad altre case non solo dello stesso quartiere, ma anche della città e dell’intero Paese. Tra gli altri fiori all’occhiello di UniNelLab anche il palmare con sistema Gps per la fruizione di un sito archeologico, messo a punto dal laboratorio di Rappresentazione per conto della Soprintendenza ai beni culturali di Palermo e sperimentato a Solunto; lo studio di fattibilità per il restauro dell’ex chiesa madre del Comune di Santa Margherita Belice affidato al laboratorio Indagini e restauro dei beni architettonici; la ricerca di inquinanti e di amianto nei materiali realizzata per conto di una società di ingegneria dal laboratorio di Ingegneria chimica, dei processi e dei materiali; la valutazione di impatto acustico di potabilizzatori e depuratori dell’Amap affidato al laboratorio di Acustica. “UniNetLab è un’idea concreta e virtuosa che, utilizzando bene le risorse – afferma il rettore Lagalla -, tende a fare sistema per lo sviluppo locale. La rete di laboratori e del Centro grandi apparecchiature porta a un’integrazione dei saperi, a una proposta organica dell’Università all’esterno, al trasferimento del sistema ricerca verso il mondo produttivo e imprenditoriale”. Un’offerta tecnologica “che può sopperire alla carenza di risorse per la ricerca delle nostre imprese” aggiunge Nino Salerno. Mentre la rappresentante dell’assessorato Industria, Patrizia Livreri, ha annunciato che con un finanziamento di 47,5 milioni di euro del Pon “Ricerca e competitività” verranno realizzati due campus con la presenza di imprese e di ricercatori universitari negli Atenei di Palermo (all’interno del capannone di via Marini) e di Catania.
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Acqua, ad APS Serra: “Servono tempi celeri per le autorizzazioni”
Acque potabili siciliane (gruppo Società acque potabili Torino), che gestisce il servizio idrico integrato in provincia di Palermo, su un piano quinquennale di investimenti per 324 milioni di euro con 260 progetti capaci di superare il 75% delle criticità delle reti del sistema provinciale, ha già pronti circa 60 progetti, di cui 31, per 30 milioni di euro, finalizzati a costruire nuove reti idriche e fognarie e depuratori, sono già stati presentati alle autorità competenti.“C’è bisogno di tempi rapidi per le autorizzazioni – ha osservato oggi in conferenza stampa l’amministratore delegato di Aps, Lorenzo Serra – affinché l’azienda possa rispettare l’attuazione del programma e raggiungere al più presto gli obiettivi di miglioramento del servizio concordati con la Provincia e con l’Ato Palermo 1”.Uno degli esempi è la gestione della clientela rispetto alle precedenti gestioni: “Abbiamo trovato – ha riferito Serra – migliaia di contatori fermi, banche dati piene di errori nelle letture precedenti e negli indirizzi dei clienti. Attraverso l’invio delle prime fatture abbiamo fatto emergere i problemi e, grazie ad un forte legame con i clienti e grazie a sofisticate procedure, stiamo mettendo ordine anche in questo settore, anche attraverso la sostituzione dei contatori. Vogliamo fare in modo che tutti paghino l’acqua e vogliamo evitare ciò che accadeva prima, ossia che chi paga regolarmente la paga anche per chi non lo fa”. L’A.d. di Aps ha anche posto l’indice sulla vicenda dell’ipotesi di accordo con l’Amap, che gestisce il servizio nella città di Palermo: “Occorre – ha dichiarato Serra – che al più presto l’Amap entri a far parte del Sistema idrico integrato della provincia di Palermo, per migliorare in sinergia l’impiego delle risorse idriche del territorio. Fino a quando non saranno completati il processo e l’intesa, si vivrà una condizione di incertezza con conseguenze economico-finanziarie sulla società. Vi sono anche conseguenze per i cittadini: dall’ingresso di Amap nell’Ato dipende l’avvio degli investimenti di Aps nella città di Palermo. Nel senso della definizione della vicenda – ha rilevato Serra – la Provincia regionale col suo presidente Giovanni Avanti, e il sindaco di Palermo Diego Cammarata, stanno lavorando bene. Auspico che le difficoltà vengano al più presto superate”. Quanto alle attività già svolte, il direttore tecnico di Aps, Gaetano Rotolo, ha sottolineato che, in attesa dell’approvazione dei progetti per nuovi investimenti, l’azienda ha già speso 2,5 milioni di euro per 50 interventi di manutenzione straordinaria che hanno consentito di minimizzare le perdite e ottimizzare l’erogazione idrica in numerosi dei 46 Comuni già serviti, fino al caso di Lercara Friddi e Vicari che adesso ricevono l’acqua 24 ore su 24.
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Sanità, Barone e Franchina: assicurare budget ai convenzionati per evitare che i tagli ricadano sui cittadini 
“E’ assolutamente fondamentale che il governo e le associazioni rappresentative degli specialisti convenzionati concertino le risorse per garantire che i cittadini non debbano pagare le prestazioni”: lo ha detto il segretario della Uil, Claudio Barone, commentando il passaggio al pagamento diretto delle prestazioni che alcune associazioni dei convenzionati hanno deciso in questi giorni per effetto delle riduzioni dei budget. “Il risanamento ha aggiunto Barone – va fatto senza scaricare i costi sui cittadini. Ai convenzionati vanno garantite risorse tali da assicurare l’assistenza gratuita ai pazienti per tutto l’anno”. E Pino Franchina, della segreteria regionale della Uil, ha aggiunto: “Bisogna mettere sotto controllo gli sprechi e il malcostume del settore farmaceutico. Lì la spesa è fuori controllo. Secondo gli ultimi dati pubblicati anche dalla stampa nazionale la spesa farmaceutica sul territorio ha raggiunto il 16,2% mentre quella ospedaliera è al 3,2%. Il totale fa 19,8% mentre le normative nazionali impongono di non superare complessivamente il 16,2%”
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Unifidi Sicilia, erogati 10 milioni di euro in più a gennaio e febbraio 2009 rispetto al 2008

“La pesante crisi che sta attraversando il Paese ha bisogno di interventi straordinari da parte di tutti i soggetti interessati, ma ha anche bisogno di messaggi chiari, coerenti e che vadano nella direzione di rimboccarsi le maniche e affrontare le difficoltà con determinazione e con l’attenzione dovuta”. E’ il direttore generale dell’Unifidi Sicilia, Giancarlo Scollo, ad esprimersi in questi termini con riferimento alla necessità di invertire una tendenza preoccupante. L’Unifidi, nato nel luglio del 2006 dal processo di fusione per incorporazione dei nove confidi promossi dalla Cna in Sicilia, ha sede legale a Palermo e amministrativa a Ragusa. “Stiamo continuando – afferma Scollo – a garantire finanziamenti alle imprese, abbiamo erogato oltre 10 milioni di euro in più in questi primi due mesi dell’anno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, anche se le operazioni sono principalmente finalizzate al ripianamento e al riequilibrio finanziario dell’imprese. Ma ci sta anche questo in una fase di crisi”. “Abbiamo quasi completato – prosegue il direttore generale di Unifidi Sicilia – il rimborso degli interessi relativamente al 2002, oltre 600 mila euro sono stati distribuiti agli eventi diritto, una iniezione di liquidità per le imprese. Sono oltre 40 milioni, inoltre, le somme che potrebbero essere distribuite nei prossimi mesi se il Governo regionale e l’assessorato alla Cooperazione in particolare riuscissero a sbloccare la somma recuperata grazie all’iniziativa delle organizzazioni di categoria. Sono questi i segnali che servono per ricreare il clima di fiducia e dare sostegno alle imprese”.
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Metalmeccanici: Picciurro eletto segretario regionale Fim Cisl
Salvatore Picciurro è stato confermato alla guida della federazione regionale dei metalmeccanici Cisl (Fim). È stato eletto segretario generale, presente Maurizio Bernava, leader della Cisl Sicilia, a conclusione del congresso che ha riunito a Palermo 150 delegati delle nove province siciliane. Affiancheranno Picciurro due componenti di segretaria e due responsabili di “dipartimenti organici alla segreteria”. I primi sono Gesualdo Getulio, che è al tempo stesso segretario della Fim di Siracusa e Rosario Pappalardo, che è pure numero uno della Fim di Catania. Gli altri, alla testa dei dipartimenti, Nino Clemente (Palermo) e Angelo Balistreri, del bacino tra Gela e Caltanissetta. Picciurro inaugura così il suo secondo mandato. Appena eletto ha dichiarato di “condividere appieno il piano straordinario anti-recessione presentato qualche giorno fa dalla Cisl Sicilia”, e ha puntato l’indice contro i “punti di maggior caduta” della crisi dell’economia, nell’Isola. Secondo il sindacalista, sono: l’indotto del polo petrolchimico di Gela-Siracusa-Milazzo; la St a Catania; la Fiat di Termini Imerese, i Cantieri navali di Palermo e quelli Rodriguez di Messina.
-20 marzo 2009 –

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