Banca Nuova, accordo in Tunisiaper il credito alle imprese

Accordo fra Banca Nuova e BIAT
(Banca Internazionale Arabo Tunisina). Un’intesa
che si traduce in migliori condizioni di accesso al credito, più agevole e
strutturato, per gli imprenditori italiani che
lavorano in Tunisia. L’accordo
prevede tra l’altro una riduzione
dei costi per i trasferimenti bancari, condizioni di favore nell’erogazione dei
finanziamenti import-export, privilegi
nelle attività peculiari di chi opera con l’estero, come “incasso documenti” e lettere
di credito.

La
firma dell’intesa è avvenuta ieri a Tunisi. Per Banca Nuova i documenti sono stati
sottoscritti dal presidente professor Marino Breganze; per la BIAT – che è la principale banca privata
tunisina – dal direttore generale, dottor
Slaheddine Ladjimi. Alla cerimonia ha partecipato il presidente Tahar Sioud.

Una collaborazione, quella fra le
due aziende di credito che è cominciata nel 2005, quando fu sottoscritto un
accordo per la valorizzazione delle
rimesse degli emigrati tunisini patrocinato dalla Regione siciliana e dal
Ministero degli Esteri.

“Debbo oggi riconoscere il valore
strategico di quella felice
intuizione”, ha affermato il presidente Breganze. Ed ha ricordato che il 13 luglio scorso a Parigi, in
occasione dell’incontro tra capi di stato e di Governo per la creazione
dell’Unione del Mediterraneo, nove istituti finanziari del nord e del sud hanno costituito un gruppo di lavoro con l’obiettivo, si legge nel memorandum, di
“facilitare e ridurre il costo di trasferimento del denaro degli emigrati che
vivono in Europa, di favorire il loro
risparmio in un’ottica di investimento produttivo e di promuovere lo sviluppo delle piccole e medie imprese e
il finanziamento di progetti infrastrutturali
sulla riva sud del Mediterraneo”.

Le imprese siciliane attualmente
impegnate in Tunisia sono circa 450 e operano
nei più svariati settori: si va dall’agroalimentare all’impiantistica,
dal turismo alla pesca, al packaging ai fertilizzanti. Negli ultimi dieci anni
il Pil reale della Tunisia ha registrato una
crescita media del 8% ed un tasso di inflazione che nell’anno 2008 si è
attestato al 3%. Dotato di otto porti e sette aeroporti, il Paese ha grandi
progetti immobiliari e infrastrutturali che
dovrebbero sostenerne la
crescita. Il costo della manodopera è pari ad un quinto della media italiana
(fonte Camera Tunisi Italiana di Commercio e Industria).

La firma dell’accordo rientra
nell’ambito della missione imprenditoriale organizzata da Banca Nuova in collaborazione con Confindustria
Caltanissetta a cui hanno partecipato ventidue imprenditori siciliani. Alla cerimonia hanno preso parte, oltre a
Silvana Parisi, responsabile imprese di Banca Nuova, Giuseppe Milazzo,
responsabile sviluppo estero, Antonello Montante vice presidente di
Confindustria Sicilia e presidente di Confindustria Caltanissetta, Giovanni
Crescente direttore di Confindustria Caltanissetta, Linda Vancheri responsabile
internazionalizzazione Confindustria Sicilia e Nino Salerno presidente
Confindustria Palermo.

– 13 febbraio 2009 –

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