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“In Sicilia si muore di lavoro”. In aumento morti bianche e infortuni

23 gennaio 2009 

Mentre in Italia gli infortuni sul lavoro diminuiscono, in Sicilia aumentano. E intanto poco o nulla ancora si muove per mettere un freno all’escalation di infortuni e morti bianche attraverso  idonee politiche di prevenzione. Il dato, accompagnato dall’amara constatazione, è emerso dal report provvisorio 2008 sugli incidenti nelle aziende dell’Isola, presentato ieri dalla direzione regionale dell’Inail. A sintetizzare la gravità della situazione è in particolare il dato regionale dei 102 morti sul lavoro durante l’anno appena trascorso, il 20% in più rispetto agli 84 del 2007. Numeri preoccupanti, ai quale non hanno fatto seguito né la crescita del numero degli addetti del servizio sanitario e delle ispezioni in azienda, né l’incremento dei finanziamenti per la messa in sicurezza degli impianti.
 

Infortuni Sicilia

2008

2007
 Scostamento

Casi aperti

46.107

  45.190
2,03%

Casi aperti al netto delle franchigie 

42.760
42.132
1,49%

Casi definiti in franchigia

3.435
3.066
12,04%

Casi definiti al netto della franchigia

43.229
42.216
2,40%

Casi definiti positivamente

32.407
31.814
1,86%

Casi da infortunio definiti positivamente

31.845
31.303

1,73%

 

Casi da malattia professionale    489 definiti positivamente
417 

17,27%

Casi da Silicosi definiti positivamente
73
94

-22,34%

Casi definiti negativamente

10.822
10.422
4,04%

Fonte: Inail Sicilia

Il dettaglio della tabell indica che nel 2008 in Sicilia si sono registrati 46.107 casi di infortuni denunciati, 917 in più rispetto al 2007. Di questi, le domande di risarcimento al netto delle franchigie (tolti cioè i casi di infortuni non indennizzabili per la loro lieve entità) sono state 42.760, contro le 42.132 del 2007, circa l’1,50% in più. Cresciuto, di poco meno del 2%, anche il numero dei casi definiti positivamente: se nel 2007 erano stati in totale 31.407, il numero delle richieste d’indennizzo riconosciute dall’Inail è salito a 32.407 risarcimenti, l’1,86% in più.
A fare la parte del leone, sono i casi da infortunio, nel 2008 arrivati a 32.404, circa 600 in più rispetto all’anno prima. Aumentati anche i casi definiti positivamente da malattia professionale: 489, contro i 417 rilevati sempre a dicembre 2007.
“Si tratta di dati, va precisato, ancora provvisori che a fine anno potrebbero presentare correzioni, ma che purtroppo rappresentano il forte calo d’attenzione dimostrato dalle istituzioni regionali verso il fenomeno degli incidenti sul lavoro – afferma Giuseppe Lo Bello, coordinatore dei comitati consultivi regionali dell’Inail –. Malgrado sia stato varato il nuovo testo unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro (con il decreto legislativo n. 81 del 2008), così come le nuove tabelle delle malattie professionali, continua a mancare in Sicilia un’azione da parte degli enti preposti mirata a affrontare in maniera adeguata questa situazione”.
“Insieme a un numero delle ispezioni nei luoghi di lavoro rimasto invariato, – continua Lo Bello – tra i ritardi più evidenti in Sicilia c’è, a differenza di altre regioni italiane, la mancata costituzione del comitato paritetico, previsto dal decreto 81. Ci domandiamo cosa si aspetta a formarlo, visto anche che in questi casi i  finanziamenti pubblici non mancano (nel 2008 ammontati a 1 milione e 65mila euro). Ma non è più pensabile che questi fondi debbano essere impiegati soltanto per finanziare manifestazioni di solidarietà”.
Stando sempre ai dati del report, i dati 2008 mostrano un incremento degli infortuni non mortali pari al 2% rispetto al 2007: circa 1000 in più.
Riguardo invece ai rilievi scorporati per province, la realtà in cui è maggiore il numero dei infortuni sul lavoro nel 2008 è stata Caltagirone, con il 12% in più su base annua. Rilevante anche il dato di  Termini Imerese con il 10,95% in più. Seguono Agrigento con il 6% in più e Palermo con un aumento di casi aperti del 5%.
Città siciliane “virtuose” sono invece Ragusa (con il 4,74% in meno dei casi) e Caltanissetta, con un dato del -2% rispetto al 2007, seguite da Messina e  Enna, rispettivamente con il -1,73% e il -1, 37%.
Sempre secondo l’Istituto, a livello regionale il costo a carico dell’Inail, legato alle temporanee inattività dei lavoratori infortunati sfiora i 50 milioni di euro all’anno, di cui circa 10 milioni sono stati rilevati soltanto per la provincia di Palermo. “Un peso sull’economia siciliana che – aggiunge Lo Bello – viene aggravato dalla lentezza del servizio sanitario regionale”.
Ragioni per cui adesso l’Inail rilancia alla regione un appello alla collaborazione. E lo fa mettendo l’accento sulle politiche di prevenzione. Dice il direttore regionale dell’Inail Carlo D’Amato: “Abbiamo approntato il bando per la messa in sicurezza delle scuole, interventi per i quali quest’anno mettiamo a disposizione una dote di 6milioni e 147mila euro”. Tra le altre iniziative recentemente lanciate – continua – “c’è anche l’istituzione di borse di studio per scuole e studenti, finalizzate a incrementare la cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro. Quelle previste per la Sicilia sono 38,  da dividere tra lo studente e la scuola d’appartenenza”. All’assessorato al lavoro, conclude  D’Amato “chiediamo di diffondere la formazione per la sicurezza in tutti i corsi di formazione professionale. “La formazione – dice Lo Bello – deve avere almeno il 20% delle ora formative dedicato alla prevenzione, cioè all’attività formativa per forgiare lavoratori davvero consapevoli, capaci di salvaguardarsi dal rischio.
 
-        23 gennaio 2009 –                       Antonio Schembri

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