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Sciopero generale Cgil, in Sicilia sfilano in 70 mila
Anche la Sicilia ha risposto allo sciopero generale proclamato dalla Cgil per chiedere al governo Berlusconi una diversa politica economica e sociale. La Cgil giudica, infatti, insufficiente, inadeguata ed economicamente sbagliata la manovra dell’esecutivo alla luce della crisi internazionale.
Sono stati circa 70 mila, secondo le stime della Cgil, i siciliani che hanno partecipato alle manife-stazioni che si sono tenute nelle nove province dell’iso-la nel giorno dello sciopero generale indetto dal sinda-cato guidato da Gugliemo Epifani. Per la prima volta assieme ad un sindacato confederale Cobas ed RdB. A Palermo sono scesi in piazza in 25 mila per il sindacato, ma 3mila secondo i dati forniti dalla questura, 15 mila a Catania, 3 mila a Messina, 4 mila a Siracusa, 3 mila a Caltanissetta, 2 mila a Trapani, 700 ad Enna, 3.000 a Ragusa, oltre un migliaio ad Agrigento.
”Dalla piazza” Italo Tripi, segretario generale della Cgil siciliana sottolinea che “è venuta una grande dimostrazione di consenso e adesione alla protesta e alle proposte della Cgil. Dopo oggi è opportuno che i sindacati confederali riflettano sul disagio che vivono i lavoratori, i precari, i pensionati e valutino le iniziative da mettere in campo”. Tutti i comizi che si sono svolti in Sicilia in occasione dello sciopero generale della Cgil sono stati preceduti da un minuto di silenzio per ricordare i morti sul lavoro.
Secondo le rilevazioni della Cgil regionale, in Sicilia è stata alta la partecipazione dei metalmeccanici allo sciopero. Secondo il sindacato, a Palermo è stato bloccato il cantiere navale di Fincantieri. All’Ansaldo Breda di Carini, l’adesione è stata del 60% e alla Keller del 65%. Alla Galileo Avionica il 55% delle lavoratrici e dei lavoratori ha scioperato. A Catania, le sale produttive di STMicroelectronics, svuotate. In piazza anche i lavoratori del mondo della scuola. “La scuola dimostra che le lotte pagano” ha detto Vera Lamonica, responsabile per il Mezzogiorno nella segreteria nazionale Cgil “E oggi noi qui lottiamo perché il Mezzogiorno non coli a picco, perché ci siano investimenti in tempi rapidi che creino occasioni di lavoro e tutele per i precari e per i lavoratori di tutti i settori”. “Il Governo” ha continuato la sindacalista “ha tagliato fondi e risorse per investimenti nel Sud. Solo la Sicilia rischia di perdere 100 mila posti di lavoro accrescendo i già alti numeri della disoccupazione”.
Melania Federico
-16 dicembre 2008-
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